“Mal d’amore no. Frammenti di un percorso amoroso”: versi contro la violenza sulle donne

«Tutte, tutte chiamano dalla terra nera». Maria Antonietta Macioccu

Bisbigli, urla, pianti sommessi, maledizioni e benedizioni.

Tacete e ascoltate le voci che provengono dalle lapidi segnate da una croce rosa, che stride con il grigiore del regno dei morti.

Parole nude accompagnate da immagini essenziali. Niente filtri e orpelli.

Parole di donne straziate nelle membra e nell’anima; parole di mogli ingannate, umiliate e, infine, trucidate; parole di bambine orfane di madre e infanzia; parole di schiave rese oggetti di consumo; parole di streghe immolate su pire mai spente.

Ma non solo.

Parole di speranza, di rinascita.

Parole che non sono un monologo ma diventano coro assordante.

«No, non sono gemme sugli alberi:

è che certe notti, amica mia,

le nostre parole profumano.

 E non confondere queste

con le voci dell’alba: sono le nostre madri

che sorridono nel sonno

sono le nostre nonne

che fanno capriole sui tetti».  Alessandra Racca

“Mal d’amore no” è una raccolta di poesie a cura di Maria Antonietta Macciocu e di Stefano Vitale, corredata dalle illustrazioni di Albertina Bollati ed introdotta dalla prefazione di Bianca Pitzorno nata in seno all’associazione “Se non ora quando?” per arginare quella che viene definita, senza alcun tentativo di edulcorare, una mattanza di donne vittime di un falso amore che traveste la pura violenza.

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Il messaggio è forte e chiaro, come deve esserlo nelle emergenze, quando si tratta “di vita o di morte”: il vero amore è quello che non fa male, quello che cura e difende e che esige cura e difesa.

«Ma l’amore no,

l’amore mio non può

disperdersi nel vento con le rose

tanto è forte che non cederà,

non sfiorirà.

 Io lo veglierò,

io lo difenderò

da tutte quelle insidie velenose

che vorrebbero strapparlo al cuor,

povero amor». Testo di Giovanni D’Anzi e Mario Gualtieri

Leggete questo libro breve e inteso. Rileggetelo. Ancora e ancora, a voce alta.

«Oggi è tempo di ricominciare». Marcello Salvati

Emma Fenu

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