LI CHIAMANO TOYBOY…

Pubblicato su Un Altro Genere Di Comunicazione il 01 Giugno 2013

action manLe tendenze vanno e vengono e dall’anno scorso va di moda quello che chiamano il Toyboy,  fenomeno che qualche giornale scrive essere in crescita ma che in realtà è sempre esistito ma nessuno aveva ancora visto l’omonimo film di David Mackenzie per dare alfenomeno un nome degno di nota.

Ma cos’è un ragazzo giocattolo?

Si identifica come toy-boy il giovane amante di una donna più anziana o anche un mantenuto.

Si utilizza questo termine , per me abbastanza negativo e svilente nei confronti  degli uomini, al fine di identificare un ragazzo giovane e bello ma forse anche un po’ stupido ( altrimenti perché meritarsi l’appellativo di giocattolo?) , debole di carattere e completamente assoggettato alla sua compagna.

La sindrome del toy-boy colpisce un sacco di donne: da Lory del Santo, a Sharone Stone, a Madonna fino ad arrivare addirittura alla nuova presidente della Camera Laura Boldrini. Quest’ultima è stata attaccata tempo fa da alcune testate giornalistiche che volevano forse creare lo scandalo, gridare alla vergogna :

“[…] Ecco il toyboy della signora di Montecitorio. Il presidente della Camera è stata paparazzata con il suo fidanzato, un cronista più giovane di lei di 11 anni.”

Addirittura 11 anni! SCANDALO E VERGOGNA!

Solo 11?” Ci chiediamo con aria sbigottita. Pensiamo all’ex premier Berlusconi che con le sue nuove fiamme sorpassa abbondantemente i 40 anni di differenza.

Signora Boldrini, una tiratina di orecchie bisogna fargliela, 11 sono pochi per essere considerata una figa! (it’s just a joke)

Ma se consideriamo che la Boldrini è nata nel 1961 e che la matematica non sia un’opinione, il suo toy boy altro non ha che 41 anni.

Ma dare ad un uomo di 41 anni del toy-boy, soprattutto nel momento in cui questo è indipendente e con un lavoro, non è definibile nello stesso modo in cui Fantozzi descrive la corazzata Potëmkin?

Definire una persona di 41 anni(ma anche di qualunque altra età)  un toy boy significa non valutare la persona, non saperne nulla, non sapere di chi si sta parlando e voler solo cercare di gettare del fango su un personaggio pubblico e il fatto che questo personaggio sia una donna con una posizione di rilievo rappresenta   un deterrente in più nella nostra pudica, ipocrita e maschilista società italiana.

Le considerazioni da fare a riguardo sono molteplici.

Lo scenario come al solito è sempre lo stesso: L’Italia, paese maschilista con una fortissima impronta patriarcale che trova difficoltà a dare alle donne lo spazio, i diritti e il rispetto che meritano in quanto esseri umani e non subordinate per natura ( o per qualunque altra strana cosa) a nessuno.

Ed è questo ambiente che ci fa nascere spontanee le seguenti riflessioni:

Perché una donna che possiede un toyboy (stiamo parlando di giocattoli secondo qualcuno) dovrebbe essere considerata scandalosa quando invece uomini che hanno relazioni con donne di 20/30 e più anni di loro non destano nessuno scalpore?

Spesso, nella situazione inversa, le donne nel momento in cui  hanno una relazione con un uomo più grande saranno immediatamente etichettate, dall’italic* maschilista,  come troia, puttana, cagna, una donna che guarda sicuramente al portafogli ecc ecc… mentre l’uomo ne uscirà vincitore e gran latin lover.

Alla fine se ci pensiamo anche il toyboy, per quanto possa essere visto come un giocattolo alla mercé della donna,  sarà considerato un casanova che nonostante la sua giovane età ha fatto sua una donna più grande di lui e quest’ultima viene identificata come una poco di buono (come al solito) o  , nel peggiore dei casi, con l’odioso termine di Milf – Mother I’d Like to Fuck- ovvero donna matura, madre impegnata e professionista della conquista.(definizioni reperite su  internet)

Insomma tutto questo parlare di donne con partner più piccoli in maniera negativa è sinonimo di due cose :maschilismo e arretratezza.

Due termini che purtroppo sono ancora troppo presenti all’interno della nostra cultura. 

La donna viene sempre vista come una poco di buono, non importa se il partner sia più piccolo o più grande di lei.

L’uomo possiede invece la libertà di fare quello che più gli aggrada e passare per un vincente: un esempio palese di ciò è il come vengano commentate le vicende amorose della Boldrini e di Berlusconi dai giornali, della prima se ne parla in modo quasi scandaloso, cercando buttare fango mentre del secondo se ne parla in modo normale.

La mentalità e la cultura patriarcale impongono che la donna debba rispecchiare determinati canoni e debba seguire delle regole prestabilite ed essere libere di vivere la propria vita non rientra in questo elenco.

Siamo donne e abbiamo la libertà di  scegliere con chi  vivere e condividere le nostre storie, relazioni eo convivenze senza dover essere sempre etichettate come delle poco di buono o delle troie.

Siamo stufe di dover viver ogni nostra scelta come un qualcosa di sbagliato.

Fonti: Qui

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