Carla Lonzi e la rivolta femminile

“Il destino imprevisto del mondo sta nel ricominciare il cammino per percorrerlo con la donna come soggetto.”

Carla Lonzi
Carla Lonzi

Carla Lonzi nasce a Firenze il 6 Marzo del 1931, è stata una scrittrice e critica d’arte italiana, femminista teorica dell’autocoscienza e della differenza sessuale. Nel 1970 si avvicina al femminismo. Per lei iniziano gli anni della contestazione e della ribellione ma soprattutto del rifiuto  della donna come figura subalterna all’uomo e sottomessa al suo potere. Nasce in lei  lo sdegno per la consapevolezza che la cultura maschile aveva da sempre teorizzato l’inferiorità della donna.

“Il femminismo mi si è presentato come lo sbocco tra le alternative simboliche della condizione femminile, la prostituzione e la clausura: riuscire a vivere senza vendere il proprio corpo e senza rinunciarvi. Senza perdersi e senza mettersi in salvo. Ritrovare una completezza, un’identità contro una civiltà maschile che l’aveva resa irraggiungibile”.

Manifestazione Femminista
Manifestazione Femminista

La sua voce si è fatta sentire  in un dei periodi più importanti per le donne: era il tempo in cui si scendeva in piazza a reclamare i diritti che non venivano (e che tuttora non vengono) riconosciuti alle donne. Carla non puntava alla teorizzazione di una lotta contro il predominio maschile in quanto lei si rivolgeva verso la libera espressione di sé. Lei stessa si era resa conto, sperimentandolo sulla sua pelle, della situazione di subordinazione che caratterizzava il ruolo che la società imponeva(e ancora oggi impone) alla donna. Secondo la Lonzi la donna incarnava perfettamente la figura dello spettatore dell’opera d’arte il quale vive completamente dimentico di sé e delle proprie capacità creative. La donna, come lo spettatore, non ha la possibilità di proporre il proprio punto di vista e di fornire il proprio apporto creativo ma deve vivere nell’illusione del rapporto che le è fornita dall’uomo. Teoria, a mio parere, tristemente attuale, non trovate? Basta guardare i vari programmi che il palinsesto televisivo ci propone: la donna è la velina, la valletta, la meteorina, la letterina ecc ecc… Riveste sempre ruoli subordinati all’uomo rappresentando una sottospecie di abbellimento. Sono poche le donne che hanno “libertà di parola” e che conducono programmi televisivi. Spesso il conduttore è un uomo al quale viene affiancata una figura femminile che ha solo il diritto\dovere di tacere, essere bella ed ammiccante.

Carla Lonzi afferma inoltre come la donna, ponendosi come soggetto, rifiuti il ruolo assoluto e autoritario che è svolto dall’uomo. Ogni valore costituito dalla società è stato sfruttato a discapito della donna la quale non ha la libertà di decidere ma viene inglobata dentro i vincoli sociali.

“La donna non va definita in rapporto all’uomo. Su questa coscienza si fondano tanto la nostra lotta quanto la nostra libertà.
L’uomo non è il modello a cui adeguare il processo della scoperta di sé da parte della donna.
La donna è l’altro rispetto all’uomo. L’uomo è l’altro rispetto alla donna. L’uguaglianza è un tentativo ideologico per asservire la donna a più alti livelli.
Identificare la donna all’uomo significa annullare l’ultima via di liberazione. Liberarsi per la donna non vuoI dire accettare la stessa vita dell’uomo perché è invivibile, ma esprimere il suo senso dell’esistenza.
La donna come soggetto non rifiuta l’uomo come soggetto, ma lo rifiuta come ruolo assoluto.
Nella vita sociale lo rifiuta come ruolo autoritario.”

Carla fondò il gruppo Rivolta Femminile e un piccola casa editrice ad essa collegata, con la quale ha scritto e pubblicato due saggi, importante fu il Manifesto di Rivolta Femminile del 1970 il quale rappresentò l’atto costitutivo del gruppo. il manifesto contiene tutti gli argomenti di analisi che il femminismo avrebbe fatto propri quali ad esempio : l’attestazione e l’orgoglio della differenza contro la rivendicazione dell’uguaglianza, il rifiuto della complementarietà delle donne in qualsiasi ambito della vita, il riconoscimento del lavoro delle donne come lavoro produttivo e non ultimo la centralità del corpo e la rivendicazione di una sessualità autonoma svincolata dalle richieste maschili.

E’ doveroso parlare di Carla Lonzi, una grande donna divenuta nel tempo un pilastro della filosofia e del pensiero femminista; una donna coraggiosa che in un periodo turbolento come quello in cui è vissuta lanciava dei messaggi attuali ancor oggi!

Pin@

Bibliografia: Sputiamo su Hegel e altri scritti, Carla Lonzi, et al./Edizioni

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