La guida della moglie perfetta

Durante le scorse settimane mi sono ampiamente lamentata di come, nonostante viviamo nel 2015 e molt* si professino emancipat*, esistano ancora dei ruoli imposti legati al proprio genere. Un giornalista de Il Foglio, Camillo Langone, ci ha dilettato con le sue congetture riguardanti il declino economico, la causa, guarda un po’, è delle donne istruite.  Ovviamente, dopo svariati articoli di protesta, Langone ha dato seguito alla sua “preghiera” con un articolo dallo stesso tenore dove rispondeva con dati alla mano, formulati da vari economisti, alle accuse mosse contro di lui. Insomma se sei nata con l’utero e hai voglia di studiare e lavorare, vergognati! Il tuo ruolo è quello di fare figl*, lo dice un economista! Posa il libro di fisica quantistica e fai 10 minuti di penitenza per l’ingente danno causato all’economia mondiale.

Comunque sia, i cinque minuti di gloria all’interno del nostro bloghettino pro-Capriole*  sono stati già ampiamente dedicati, perciò andiamo avanti.  (*Samantha Cristoforetti, oltre ad essere accusata di dare un cattivo esempio alle donne e di avere il nome di una strega, è stata sminuita perché in assenza di gravità si diletta nel fare le capriole).

Samantha Cristoforetti
Samantha Cristoforetti

Tutto questo parlare di ruoli, di come dovrebbe essere e comportarsi una donna per poter adempiere ai compiti imposti dalla presenza dell’utero, mi hanno fatto venire in mente le regole della moglie perfetta distribuito in Spagna dal 1937 al 1977. C’è chi parla di un falso storico, ma il contesto storico del quale stiamo parlando, la Spagna Franchista, lascia comunque presagire che quello che stiamo andando a snocciolare sia un “simpatico” e veritiero opuscoletto imposto alle giovani sposine spagnole.

Durante il periodo franchista fu creata in Spagna una speciale organizzazione femminile, intesa come sezione militare inserita presso le giovani formazioni della Falange: si trattava della cosiddetta “Sezione Femminile”, un corpo ausiliario con molti e differenti compiti di assistenza sociale. Nonostante tale ampiezza di obiettivi, quello della formazione fu sempre considerato quello preminente: formazione come mera istruzione, in particolar modo l’alfabetizzazione di una popolazione femminile prevalentemente illetterata (soprattutto nelle aree extra-urbane), ma anche una formazione pensata per le donne di ogni età, affinché obbedissero ai principi dittatoriali emersi dopo la Guerra Civile (Settembre 1936 – Novembre 1938). L’idea era quella di preparare le donne a una vita totalmente domestica, così intesa in ogni senso: etico, culturale e psicofisico. La missione principale affidata alla S.F. era quella di preparare la donna spagnola alla sua funzione di persona subordinata, così come richiedeva il nuovo sistema politico, con l’adesione unanime delle autorità religiose. Tali condizioni durarono fino alla morte di Franco, nella seconda metà degli anni Settanta del secolo scorso.

La “Sezione Femminile Franchista” educava tutte le ragazze in età da marito e distribuiva un fascicoletto con tutte le istruzioni, che si chiamava “La guida della buona sposa – 11 regole per far felice tuo marito. Sii la moglie che ha sempre sognato“.

Di seguito le regole tradotte:

  1. Abbi la cena pronta. – Organizza in tempo una deliziosa cena per il suo arrivo. Questo è un modo di fargli sapere che hai pensato a lui e che ti preoccupano le sue necessità. La maggior parte degli uomini sono affamati quando arrivano a casa.

  2. Sii bella! – Riposati 5 minuti prima del suo arrivo affinché ti trovi fresca e splendente. Aggiustati il trucco, mettiti un nastro nei capelli e sii più bella che puoi per lui. Ricorda che ha avuto una giornata difficile ed è stato solo con colleghi di lavoro.

  3. Sii dolce e interessante. – La sua noiosa giornata lavorativa forse ha bisogno di essere migliorata. Tu devi fare tutto il possibile per farlo. Uno dei tuoi doveri è distrarlo.

  4. Tieni in ordine la casa. – Deve essere impeccabile. Controlla le parti principali della casa appena poco prima che tuo marito arrivi. Togli i libri della scuola, i giocattoli, ecc.. E spolvera i tavoli.

  5. Fallo sentire in paradiso. – Nei mesi più freddi dell’anno devi accendere il camino prima del suo arrivo. Tuo marito sentirà di essere arrivato in un paradiso di riposo ed ordine, questo tirerà su il morale anche a te. In fin dei conti occuparti della sua comodità sarà per te un’enorme soddisfazione personale.

  6. Prepara i bambini. – Pettinali, lava loro le mani e cambiali se fosse necessario. Sono i suoi piccoli tesori e li vorrà vedere splendenti. “Prenditi il tempo per sistemare i bambini”.

  7. Diminuisci al massimo il rumore. – Al suo arrivo spengi la lavatrice, l’asciugatrice e l’aspirapolvere e cerca di far stare i bambini in silenzio. Pensa a tutto il rumore che ha dovuto sopportare durante una pesante giornata d’ufficio.

  8. Cerca di farti vedere felice. – Regalagli un gran sorriso e sii sincera nel desiderio di assecondarlo. La tua felicità è la ricompensa per il suo sforzo giornaliero.

  9. Ascoltalo- È possibile che tu abbia da dirgli una dozzina di cose importanti, ma il suo arrivo non è il miglior momento per parlarne. Fai parlare prima lui, ricorda che i suoi argomenti sono molto più importanti dei tuoi.

  10. Mettiti nei suoi panni. – Non ti lamentare se arriva tardi, se va a divertirsi senza di te o se non torna a casa tutta la notte. Cerca di capire il suo mondo di doveri verso gli altri. Cerca di capire il suo mondo di pressione e doveri e la sua reale necessità di stare rilassato in casa.

  11. Non ti lamentare! – Non lo stancare con problemi insignificanti. Qualunque tuo problema è una piccolezza rispetto a quello che ha dovuto sopportare lui.

 EXTRA. – Fallo sentire a suo agio. – Lascia che si accomodi in una poltrona o si sdrai nel letto. Abbi una bibita calda pronta per lui. Metti a posto il suo cuscino e proponigli di levargli le scarpe. Parla con voce dolce e piacevole.

Una buona sposa sa sempre qual è il suo posto!

Mi viene difficile commentare i dettami su citati. La donna viene vista come un oggetto che vive in uno stato di completa subordinazione nei confronti del marito e dell’uomo in generale. Viene  inculcato che lo scopo della sua vita è quello di essere bella, dolce, servizievole, accondiscendente e devota. Mi stupisce che non ci sia una dodicesima regola che impone di creare un altarino votivo dove osannare il marito quando è fuori casa.

Stiamo parlando di tempi passati. Vieni quasi da ridere a pensare a uno stato di completa subordinazione dove la donna viene completamente privata della propria dignità. E allora perché parlarne?  Perché andare a prendere dal cassetto questo fantomatico opuscoletto?

Purtroppo ancora oggi c’è chi fa sue queste regole, e la vicenda di Samantha Cristoforetti “vittima” della preghierina di Langone è uno degli esempi più eclatanti. I messaggi lanciati da questa sottospecie di decalogo, nonostante  siamo nel “modernissimo” 2015, vengono ripresi ,seppur in modo più velato e celato, per promuovere e vendere prodotti. Un esempio sono alcune delle ultime pubblicità uscite in quest’ultimo periodo e delle quali ha ampiamente parlato ( qui e qui) Mary del blog Generazione. Ci viene suggerito come dobbiamo essere, cosa dobbiamo fare per “tenerci un marito”, a quali obblighi dobbiamo rispondere. E non siamo nella Spagna Franchista.

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Le regole citate appartengono ad un contesto storico passato ma siamo davvero sicuri che non ci siano dei nostalgici? Beh, analizzando le pubblicità proposte e le vicende raccontate  direi che sono abbondantemente presenti.

Concludo con delle frasi prese dal Manifesto di Rivolta Femminile scritto da Carla Lonzi:

La donna come soggetto non rifiuta l’uomo come soggetto, ma lo rifiuta come ruolo assoluto. Nella vita sociale lo rifiuta come ruolo autoritario.
Le donne son persuase fin dall’infanzia a non prendere decisioni e a dipendere da persona “capace” e “responsabile”: il padre, il marito, il fratello…

Fonte: l nazionalcattolicesimo in Spagna.La sezione femminile e la rieducazione delle donne ( Teresa González Pérez)

Pin@                              Seguimi anche su La Cortese Irriverente

2 comments

  1. Diciamo che la guida non avrebbe avuto niente di criticabile se solo fosse stato intitolata in maniera corretta: la guida della moglie perfetta secondo il modello patriarcale.

    Il problema, qui, è che si vuole generalizzare un qualcosa che ha senso soltanto nella mente di un determinato tipo di persona (religiosa, sottomessa, dogmatica). Per tutti gli altri questa roba è un insulto all’intelligenza.

    Queste cose sono pericolose perché tentano di riportarci mentalmente al Medioevo. Tra l’altro ci vedo notevoli affinità con il pensiero islamico, dove notoriamente la donna è considerata utile soltanto grazie alla sua capacità di procreare. Non esiste donna che non sia anche Moglie. In poche parole non esiste Donna senza Uomo.

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