Ecco perchè dobbiamo difendere la legge 194!

La legge 194 è sotto attacco. Non bastavano i 70% dei medici obiettori che hanno praticamente reso quasi illegale la pratica ma tra poco c’è anche una volontà, da parte della Corte Costituzionale, di fare fuori la legge 194 abrogando l’articolo 4, quale recita che la salute della donna è fondamentale, arrivando a anteporre il diritto dell’embrione a quello della donna.

“Nei primi novanta giorni di gravidanza il ricorso alla IVG è permesso alla donna che accusi circostanze per le quali la prosecuzione della gravidanza, il parto o la maternità comporterebbero un serio pericolo per la sua salute fisica o psichica, in relazione o al suo stato di salute, o alle sue condizioni economiche, o sociali o familiari, o alle circostanze in cui è avvenuto il concepimento, o a previsioni di anomalie o malformazioni del concepito[…]”

La volontà del fronte antiabortista, in crescita nel mondo e volto a limitare i diritti delle donne, è quella di vietare la legge che consente di abortire in sicurezza per risparmiare gravi pericoli di vita e salute alla donna che vi si sottopone.

Perchè è nato l’aborto?
Ho sempre considerato l’aborto una pratica dolorosa e non è per niente come gli antiabortisti vogliono farcela sembrare, quasi come se fosse un capriccio della donna.
L’aborto è una scelta ma dolorosa e nessuna è mai stata contenta di sapere di essere rimasta incinta senza volerlo. Far accrescere i sensi di colpa a chi si sottopone ad una pratica di aborto la considerano una manovra terroristica e criminale, un abuso nei confronti di quelle donne che abortiscono anche per motivi gravissimi.

Nessuna abortisce per capriccio, questo dobbiamo ribadire. Io sono favorevole all’aborto, o meglio alla 194, anche se sono ben consapevole che l’origine è patriarcale.

L’origine dell’aborto, in Italia e nel resto del mondo, deriva dal fatto che ogni figlio nato al di fuori del matrimonio non è riconosciuto ed era considerato adulterio (in molti paesi lo è ancora), comportando un grave stigma sociale per la donna se non una vera e propria carcerazione detentiva. A fronte di questo, le donne avevano solo davanti ad esse una scelta: abortire ma in clandestinità perché non c’era una legge che lo regolamentasse.

Infatti, la legalizzazione dell’aborto costituisce una delle più grandi conquiste della donna, la quale non solo non dovrà più cadere nelle mani di mammane rischiando la vita ma abbiamo avuto maggior autonomia del nostro corpo e della nostra sessualità, sdoganata e liberata da una società dove solo i maschi avevano la delega al controllo dei nostri corpi, dove le gravidanze multiple e gli aborti clandestini rappresentavano proprio la conseguenza di una visione del corpo femminile come un oggetto a disposizione dell’uomo (spesso in maniera coercitiva dal momento che gli stupri come sono tutt’oggi frequenti), il quale ne stabiliva i tempi riproduttivi.

A questo si aggiunge l’ignoranza in materia contraccettiva e il mancato accesso alla contraccezione ancora presente tutt’oggi. Infatti ancora oggi la causa principale delle interruzioni di gravidanza è l’ignoranza in materia sessuale, la mancanza di un programma di informazione sessuale nelle scuole, nelle famiglie e nei media (dove ancora oggi assistiamo alla censura della parola profilattico). Assistiamo ancora oggi a famiglie che non vogliono informare i propri figli all’esistenza di metodi su come prevenire una gravidanza e nemmeno educare i maschi a non disporre del corpo femminile come un oggetto, perchè non dimentichiamo che gli stupri sono una delle tante cause che determinano una gravidanza indesiderata, poichè rientrano in quei rapporti sessuali che avvengono senza consenso della donna e proprio per questo senza uso di contraccettivi e il rischio di gravidanze (oltre che della contrazione delle MST) e’ altissimo.
Infatti in quei Paesi dove lo stupro è frequentissimo e dove non sono diffusi nè contraccettivi di emergenza nè programmi di educazione sessuale, le gravidanze a seguito di uno stupro sono numerosissime, accompagnate da infezioni da HIV.

Eppure gli antiabortisti calano un velo di silenzio di fronte alla responsabilità maschile sul tema degli aborti. Non stupisce, appunto, che la maggioranza degli abortisti sono appunto uomini, coloro che danno dell’ assassina a chi esercita gli aborti non curandosi della responsabilità maschile che ha determinato l’origine del fenomeno, quelli che un tempo erano ragazzoti anni ’50 che chiedevano la “prova d’amore” alla propria fidanzatina e poi una volta che la poveretta restava incinta scappavano a gambe levate: estranei da ogni responsabilità sulla gravidanza, lasciando le donne sole durante il percorso, ma iper presenti solo quando si parla di imporre la gravidanza a quelle non la desiderano.

E’ molto probabile che dietro le motivazioni antiabortiste di molti uomini si nasconde ancora una volta l’intenzione di schiacciare le donne ad un ruolo prestabilito, quello di moglie e madre, non come una scelta ma come una condanna e per contrastare l’emancipazione sociale e sessuale della donna, un controllo del corpo femminile senza precedenti lo stesso che attuano gli stupratori con le loro vittime.

Cosa affligge agli antiabortisti? Pochi di loro sono padri, e non è certo solo la carità cristiana dal momento che molti di loro nemmeno si considerano cattolici praticanti, ma è ovvio che sono afflitti dalla profanazione e rifiuto  del loro prezioso seme (da parte della donna) che tanto tengono ad innaffiare dentro il corpo femminile, considerato da sempre un contenitore per sfogare i loro istinti, per svuotarsi, per contrassegnare il loro “territorio” marchiato (infatti lo stupro ha origine da questo). Lasciare incinta una donna è per loro come dire che è diventata di loro proprietà che nessuno non deve più toccare perchè “madre” (contrapposta a “puttana” quella che non appartiene a loro), dove un figlio diventa la catena per imprigionarla poi all’interno di un istituzione chiamata matrimonio dove ella sarà solo moglie e madre e dove farà valere i suoi diritti di controllo su quest’ultima.

In questo panorama la 194 e l’aborto rappresenta la sola salvezza: puoi sottrarti dall’essere madre e decidere quando vuoi esserlo, ecco perché dobbiamo salvare la 194!

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