Donne e prosciutti

Prima di introdurvi l’argomento di questo articolo, voglio mostrarvi una pubblicità in cui ho nascosto il marchio dell’azienda che contiene riferimenti alla merce che commercializza:

Una bella donna nuda accanto a un prosciutto.

Secondo voi cosa promuove il cartellone?  Guardandolo ho pensato all’apertura di una nuova macelleria\salumeria, o- sono banale, lo so-  alla pubblicità di un prosciutto.

Mi sbagliavo. La dicotomia presente nella foto è utilizza da una gioielleria per augurare buone feste ai suoi clienti. Avete capito bene: gioielli&auguri.

 

La pubblicità è stata affissa per le strade di Oristano e in tanti si sono lamentati.

«Una pubblicità che svilisce e mortifica le donnecommenta la consigliera per le pari opportunità della provincia, Stefania CarlettiCiò che ci offende è il paragone tra la donna e un pezzo di carne. Il prosciutto stagionato sta al valore di una donna nuda con i gioielli? Se non avesse i gioielli si potrebbe considerare meno di un prosciutto?»

Del caso si è occupato anche lo Iap (Istituto di autodisciplina  pubblicitaria) invitando le proprietarie dell’attività a rimuovere la campagna. Quest’ultime però si sono opposte, argomentando la loro decisione. In un articolo dell’Unione Sarda possiamo leggere un’intervista a una delle proprietarie. Estrapolo alcune delle risposte:

Com’è finita al centro delle critiche?
“La mia idea, quando scelgo una pubblicità, è quella di attirare le persone. Su un manifesto, che nell’80 per cento dei casi viene visto da chi passa in auto, quindi a una certa velocità, l’immagine deve arrivare a colpire”.

Quindi quella foto…
“La foto è bella, attira. A un primo impatto qualcuno può dire ‘non c’entra niente la donna col prosciutto e il prosciutto con la gioielleria’, ma guardandola bene si vede tanto altro”.

Per esempio?
“Non avere il prosciutto sugli occhi quando scegli i gioielli, o l’eleganza della donna. Che è quello che io vendo, gioielli per donne che vogliono essere eleganti. E poi il prosciutto è buono, ricco, natalizio e importante. È prestigio. Quindi: vuoi cose prestigiose? Vieni da me”.

L’immagine deve arrivare a colpire, certo, ma deve essere anche chiara. Un automobilista che passa con la propria macchina davanti al cartello contestato, difficilmente riuscirà a capire che il mittente sia una gioielleria. La donna indossa dei gioielli, è vero, ma ciò che colpisce chi guarda, oltre alla nudità, è il prosciutto. Non di certo i gioielli, difficili da notare, soprattutto quando bisogna stare attenti alla strada.

La bellezza della foto è opinabile, se dovessi per un attimo far finta di non vederci sessismo, di sicuro non direi che sia bella. Vengono augurate buone feste, ma del Natale questa pubblicità non ha proprio nulla, se non una frasetta striminzita.
L’immagine non ha senso: è una donna accanto a un prosciutto, nuda per giunta! Come se mettessi un uomo nudo vicino a dei formaggini, non significa niente.
Inoltre trovo le giustificazioni un po’…. forzate. Da  cosa si dovrebbe denotare l’eleganza di una donna? O il “non avere il prosciutto sugli occhi quando scegli i gioielli”? …Dal grigio predominante? o da un prosciutto?

Se penso all’immagine di un prosciutto appeso mi viene in mente una cantina dove farlo stagionare, o al massimo un bel panino; l’eleganza l’associo a ben altro.

Ma si sa…. il mondo è bello perché è vario.

Su linkoristano.it leggiamo:

A quanto scrive l’Iap sarebbe in contrasto con quanto dispone il  Codice di autodisciplina della comunicazione commerciale,  in particolare laddove si prescrive il rispetto “della dignità delle persone in tutte le sue forme ed espressioni” e si invita ad evitare “ogni forma di discriminazione, compresa quella di  genere”.  Argomenti che già erano stati utilizzati peraltro dalla Commissaria di parità della  Provincia, autrice appunto di una segnalazione a cui si era aggiunta anche quella del Centro antiviolenza Donna Eleonora del Comune di Oristano.

E proprio al Comune adesso l’Istituto di autodisciplina  pubblicitaria si rivolge chiedendo intervenga per quanto di competenza “affinché  le  diverse sensibilità presenti nel pubblico  ricevano giusta e doverosa considerazione, soprattutto come in questo caso  quando attengono a valori primari della persona”. 

Attendiamo risvolti con la speranza che altri non abbiano la felice idea di creare cartelloni pubblicitari con un uomo nudo accanto a un provolone, per parlare- chessò– della stipsi.

 

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3 commenti

  1. Io mi stupisco nel dover prendere atto che qualcuno si stupisce.
    I tempi sono questi; il dio soldo governa e noi lo lasciamo governare, e, per il dio soldo non c’è più rispetto per nulla e per nessuno.
    Buona serata.
    Quarc

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  2. Cioè, ma come fa credere in quello che dice? Io manco li avevo visti i gioielli, pensavo fosse davvero la pubblicitànatalizia (che poi, anche lì, capisci che si riferisce al natale perchè c’è scritto sennò col piffero che si capiva) di una salumeria, per quanto un pubblicità del genere possa farmi storcere il naso in ogni caso…
    Piuttosto mostra una bella donna che si trucca o che si metta i tuoi gioielli, ma così – sessismo a parte – non vuol dire un ca**o…

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