La Corte Costituzionale portoghese annulla la legge sull’utero in affitto [Traduzione di Irene Starace]

Fonte: EFE-riportato in Tribuna Feminista
Traduzione di Irene Starace

Mentre a Roma, Torino e Gabicce sono stati iscritti all’anagrafe figli di coppie gay nati con il ricorso all’utero in affitto, e i media l’hanno salutato come un atto progressista, sempre più paesi hanno ripensamenti su questa pratica indegna.  Il Portogallo l’aveva legalizzata l’anno scorso, ma recentemente una sentenza della Corte Costituzionale ha riaperto la questione.

La Corte Costituzionale del Portogallo ha deciso ieri [il 24 aprile] di annullare vari punti della normativa che legalizza il ricorso all’utero in affitto per le donne sterili, in vigore dall’agosto del 2017, considerando che violano principi e diritti costituzionali.

La Corte ha spiegato in un comunicato che, anche se la legge in sé “non viola la dignità della gestante né del bambino nato con questo procedimento, né il dovere dello stato di proteggere l’ infanzia”, ci sono punti che violano “principi e diritti fondamentali consacrati dalla Costituzione”.

Nonostante quest’ annullamento, i giudici del tribunale hanno deciso che non avrà effetto sui  processi di gestazione surrogata già autorizzati dal Consiglio Nazionale di Procreazione Medicalmente Assistita.

Lo scorso 13 aprile, quest’ organismo ha informato di aver già autorizzato due casi e che ce ne sono altri sette in sospeso.

Tra i punti censurati, la Corte critica l’assenza della possibilità che la gestante cambi idea, il che impedisce “l’ esercizio pieno del suo diritto fondamentale allo sviluppo della personalità”.

Ha segnalato anche l’ “eccessiva indeterminazione” della legge sui limiti che si impongono alle parti del contratto, il che, nella pratica, presuppone che si possono realizzare negoziazioni che potrebbero essere eccessive sulle condizioni della gravidanza.

La normativa non stabilisce con chiarezza nemmeno di chi sarebbe il bambino nel caso in cui il contratto di gestazione surrogata fosse considerato nullo per qualche motivo.

Anche l’anonimato dei donatori di ovuli o spermatozoi e della gestante nei confronti del nascituro è stato censurato dalla Corte, che ha considerato che impone “una restrizione non necessaria ai diritti all’identità personale e allo sviluppo della personalità” delle persone nate per gestazione surrogata.

Dopo la sua entrata in vigore, la legge è stata rimandata alla Corte Costituzionale dai partiti conservatori portoghesi, il PSD (di centrodestra) e il democristiano CDS.

La normativa permetteva l’ accesso all’ utero in affitto alle donne con problemi di fertilità che fossero nate senza l’ utero o avessero qualche lesione che impedisse di rimanere incinte, e limitava al “minimo indispensabile” il contatto del nascituro con la madre gestante, che non avrebbe potuto ricevere nessun pagamento.

Il presidente del Portogallo, Marcelo Rebelo de Sousa, in un primo momento l’ha vietata e ha finito per promulgarne una seconda versione, approvata dal Parlamento, che correggeva i difetti segnalati dal capo dello stato.

 

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