Ciao Carrie, che la forza sia con te!

Il 2016 è stato un anno difficile. Abbiamo detto addio a numerosi artisti quali George Michael, David Bowie, Anna Marchesini e, ahimè, tanti altri.

Oggi, purtroppo, alla lunga lista dobbiamo aggiungere il nome di una beniamina che  con, le sue  stravaganti acconciature, ha accompagnato la nostra infanzia e che proprio l’anno scorso era ritornata sul grande schermo dopo anni di silenzio: Carrie Fisher.

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Nasce a Beverly Hills il 21 Ottobre 1956, figlia del cantante Eddie Fisher e dell’attrice Debbie Reynolds. In molti la conosciamo per il ruolo di Leia Organa in Star Wars, un personaggio iconico e leggendario. Carrie però, non è stata solo la principessa, negli anni ha prestato il proprio volto a diversi personaggi partecipando a film come Shampoo (1975), The  Blues Brothers (1980), Hannah e le sue sorelle (1986) e Harry ti presento Sally (1989).

La sua vita non è stata facilissima, purtroppo, nei tardi anni settanta cade nell’abuso di droga e alcool. Queste sue dipendenze la faranno quasi licenziare durante le riprese di The Blues Brothers poiché la rendono incapace di portare a termine una singola scena. Capirà di avere un problema e deciderà di farsi curare.

L’attrice non ha mai fatto mistero del suo abuso di sostanze e, anzi, ne ha parlato in alcuni romanzi e autobiografie. Nel 1987 scrive Cartoline dall’inferno, una storia semi-autobiografica che racconta in parte proprio del suo alcolismo e del rapporto con la madre. Il libro è divenuto un film nominato a numerosi premi.

Nel 2009 porta in scena Whishful Drinking, spettacolo teatrale in cui, con stile a metà tra il cabaret e la confessione, ripercorre gli anni della propria vita, parlando delle proprie vicende familiari, del suo disturbo bipolare e del difficile rapporto con il personaggio della Principessa Leia.  Proprio nel 2016 l’Università di Harvard la insignisce dell’Outstanding Lifetime Achievement Award in Cultural Humanism per il coraggio con cui ha raccontato le dipendenze e la sua malattia mentale (le era stata diagnosticata la sindrome bipolare).

Nel 2015, Carrie ha nuovamente indossato i panni della Principessa Leia nel film Il risveglio della forza. Negli anni questa sua interpretazione, ci ha regalato un personaggio non convenzionale: una principessa che non attende il principe azzurro ma che si salva da sé e che, grazie alla propria tenacia, rappresenta un anello fondamentale per la salvezza dell’intera galassia. La principessa Leia è una combattente che, in un’ epoca cinematografica dominata dallo stereotipo della donna fragile, irrompe prepotentemente donandoci una donna a tratti atipica e che viene ancora riconosciuta e riproposta per la propria forza.

Un’icona, una leggenda che ha fatto la storia del cinema.

Ci mancherai Carrie, ora fai parte della forza!

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Vignetta di Kaol Porfírio
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