Amy Snow, storia di un’amicizia

Non hanno alcun legame di sangue, ma la loro sorellanza è più forte di qualsiasi gene parentale. E’ questo uno dei motivi che mi ha fatto apprezzare il romanzo della gallese Tracy Rees, ambientato in epoca vittoriana, con al centro le vicende di due fanciulle che non avrebbero mai dovuto avere la possibilità di incontrarsi, secondo il rigido schema dettato dalle convenzioni sociali.

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Ed è così che il loro destino si incrocia ad Hertfordshire, nel gennaio 1831 nella tenuta di Hatville Court:

“Era una di quelle giornate sfavillanti che promettono un assaggio di paradiso. La neve non cadeva più ma presente sul terreno mandava riflessi argentei, il sole sfolgorava e il cielo era di un azzurro intenso. Aurelia Vennaway, figlia unica di Lord Charles e Lady Celestina Vennaway, famiglia più in vista della contea, passeggiava all’interno della tenuta appartenente al suo casato da tempo immemorabile. Seduta su di un ramo ad ascoltare i rumori della natura intorno a lei, all’improvviso la giovane aveva udito uno strano grido, un suono simile al canto di un folletto. Cercando l’origine del suono Aurelia era giunta alla sommità di una collina. Davanti a lei, nella neve, “si agitava qualcosa di glabro e azzurrino”. Era una neonata minuscola, un piccolo essere umano che Aurelia aveva subito tirato su dalla neve avvolgendola nella sua mantella e stringendola a sé. Chi poteva aver mai abbandonato una neonata nuda ai margini di una foresta inospitale? (…)”

A quella neonata Aurelia dona il nome della sua bambola preferita: Amy, e Snow in riferimento alla neve su cui giaceva. Aurelia le salva così la vita e la porta con sé, a casa. Ma ad otto anni si imbatte contro il pregiudizio e la crudeltà dei genitori, in particolare della madre, che etichetta subito la neonata come bastarda e figlia del peccato. Cercano di impedire ad Aurelia addirittura di fare entrare in casa la neonata, e solo grazie alla sua cocciutaggine, riesce a sistemarla con la servitù nel retrocucina. Ad Amy verrà vietato di addentrarsi nella casa, nei piani superiori, dato che la madre di Aurelia non ne sopporterebbe la vista.

Ma la signorina Aurelia Vannaway ha uno spirito eccezionale, una grande forza di carattere, e sogna la libertà dalle regole della buona società che i genitori le impongono. Aurelia accresce giorno dopo giorno il desiderio di un impegno sociale e civile per le donne, un destino che non sia quello del matrimonio a cui è destinata. Ed è così che di nascosto ai signori Vannaway, Aurelia stringe un legame fortissimo con Amy, fatto di escursioni, giochi, complicità. Non solo, insegna alla sua protetta a leggere e a scrivere, condividendo l’affetto, la conoscenza, e la speranza.

Il futuro però sconvolge ogni cosa: per uno scompenso cardiaco Aurelia viene a mancare ed Amy, a diciassette anni, viene buttata fuori dalla tenuta. Non ha nulla, se non una serie di lettere lasciatele da Aurelia. Saranno proprio quei rettangoli di carta profumata, fregiati con cura dalla calligrafia dall’amica scomparsa, a cambiare quello che sembrava inghiottire in un destino di solitudine e miseria la giovane Amy, indirizzandola in una specie di caccia al tesoro in posti che mai avrebbe pensato di poter visitare, e facendole incontrare persone di ogni genere. Un viaggio alla scoperta di una parte di Aurelia che Amy non conosceva e che non avrebbe potuto conoscere prima, quando era ancora in vita, un mistero da risolvere, e una crescita interiore che la renderà forte e consapevole, in grado di affrontare la nuova vita lontana dalla condizione di orfana relegata in cui era cresciuta.

Nel romanzo, intriso in alcune parti di atmosfera dickensiana, risultano interessanti le peculiarità delle personalità di entrambe le protagoniste: Amy, orgogliosa, intelligente, totalmente leale e dipendente dalla sua benefattrice; Aurelia, curiosa, vivace, ribelle, moderna, una precorritrice suffraggetta. Ma ciò che le accomuna è il profondo affetto, totale, generoso, che permette ad entrambe di sopperire alla mancanza di una famiglia per Amy, e il disamore e la rigidità mentale dei genitori per Aurelia.

Un romanzo di formazione, di avventura, che descrive con cura la mentalità perbenista dell’Ottocento in Inghilterra, ma soprattutto il racconta di un’amicizia fra donne, in cui la sorellanza dona la forza per affrontare la vita.

Silvia Lorusso

Amy Snow  di Tracy Rees

Neri Pozza Edizioni

Anno : 2016 Pagine 456

 

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