Maria Montessori – l’educazione è scienza, l’educazione è pace

Il 31 agosto 1870 nasceva a Chiaravalle, in provincia di Ancona, Maria Montessori.

maria bambinaFiglia di Alessandro Montessorie di Renilde Stoppani, dopo un’infanzia caratterizzata da una salute cagionevole che le impedisce di frequentare la scuola in modo continuo, Maria sceglie una Scuola Tecnica a Roma, dove il padre è stato trasferito per un incarico presso il Ministero delle Finanze, dove si diploma a pieni voti nel 1890.

Nel 1890 si iscrive all’Università di Roma in Fisica, Matematica e Scienze Naturali, perché le viene rifiutata l’ammissione alla facoltà di Medicina. Ammissione che le verrà concessa solo due anni dopo. Nel 1894 vince il premio che la Fondazione Rolli concede ogni anno ad uno studente di Medicina. Inizia l’esperienza pratica in diversi ospedali ed istituti medici, finché l’anno successivo inizia la pratica nella Clinica Psichiatrica di Roma dove si occupa dello studio scientifico dei bambini affetti da ritardo mentale al fine di individuare metodi educativi adeguati. Coglie l’importanza che l’educazione sensoriale e l’utilizzo di specifici materiali didattici hanno per favorire l’apprendimento nei bambini con difficoltà e lega per la prima volta la pedagogia alla medicina.

 

Nel 1896 si laurea in medicina, con specializzazione in psichiatria e tiene un discorso al Congresso Internazionale sui Diritti Femminili a Berlino dove denuncia il sovralavoro cui le donne sono esposte; sostiene la parità salariale tra uomini e donne, la necessità di interventi legislativi per tutelare il lavoro femminile e il diritto all’istruzione femminile. All’inizio del 1900 sarà una grande sostenitrice del movimento per il diritto di voto delle donne.

maria1Nel 1898 nasce il suo unico figlio Mario, figlio di Giuseppe Montesano, collega della Clinica Psichiatrica a Roma. I due non si sono mai sposati e passeranno circa 15 anni prima che Maria possa riconoscere suo figlio e tenerlo presso di sé.

Nel frattempo, Maria ricopre diversi incarichi di docenza presso l’Università di Roma e nel 1906 fonda la prima Casa dei Bambini a San Lorenzo, dedicata ai bambini tra i 3 e i 7 anni.

Il metodo di lavoro nelle Case dei Bambini consiste nell’osservazione documentata dei bambini, che liberamente scelgono le attività, in un ambiente che viene progressivamente organizzato in relazione ai loro bisogni. Da questa osservazione nasce il Metodo Montessori, che viene presentato nel 1909 nel libro Il Metodo della Pedagogia Scientifica applicato all’educazione infantile nelle Case dei Bambini, che è divenuto un classico della pedagogia ed oggi è possibile trovare con il titolo La scoperta del bambino.

Il libro viene rapidamente tradotto in molte lingue e Maria Montessori svolge corsi nazionali e internazionali per la formazione degli insegnanti, mentre prosegue i suoi studi dedicandosi anche ai bambini dai 6 agli 11 anni e nel 1916 pubblica il libro L’autoeducazione nelle scuole elementari, in cui presenta il metodo educativo con i bambini più grandi, che per la matematica e la geometria sarà poi approfondito nel 1934 nei testi Psicogeometria e Psicoaritmetica. Negli anni Trenta è la volta dell’adolescente per il quale realizza un nuovo programma di formazione, pubblicato nel 1939. Nel frattempo, nel 1919 viene fondata nei Paesi Bassi la Società Olandese per il Metodo Montessori e nel 1924 l’Opera Nazionale Montessori in Italia. In Olanda a partire dal 1920 le scuole Montessori ottengono il finanziamento statale che ne permette la diffusione su tutto il territorio, che arrivano a oltre 200 entro il 1930, per un totale di 6.000 alunni.

casa bambiniPurtroppo il grande entusiasmo internazionale non è accompagnato dallo stesso riconoscimento in Italia, dove le vengono rimproverati la formazione di stampo positivista, l’accento posto sul lavoro individuale del bambino e l’utilizzo di materiali strutturati. Il Regime le presta attenzione e cerca di fregiarsi del suo successo nominandola ispettrice delle scuole italiane a Metodo Montessori nel 1922, ma è un rapporto destinato a rompersi rapidamente perché Maria non è disposta a rinunciare alla sua autonomia di educazione e pensiero. Nel 1932 tiene una conferenza dal titolo La pace e l’educazione in cui afferma che l’educazione è lo strumento per formare mentalità di pace. Da qual momento in avanti è sorvegliata dalla polizia, nel 1933 si dimette da direttrice della Scuola Regia e chiede che venga tolto il suo nome alla scuola che “del mio metodo non ha più alcuna traccia”, finché nel 1934 lascia l’Italia, portando nell’Europa, già attraversata da venti di guerra, il suo messaggio di pace con una serie di conferenze (raccolte nel 1949 nel libro Educazione e pace). Nel 1935 la sede della Associazione Internazionale Montessori si sposta da Roma ad Amsterdam, dove tuttora risiede. Viaggia negli stati Uniti e in America Latina e infine, nel 1939, approda in India, dove si tratterrà insieme a suo figlio Mario per sei anni consecutivi fino alla fine della seconda guerra mondiale, ufficialmente come prigionieri degli inglesi a causa dell’alleanza tra Italia e Germania.

indiaDurante la permanenza in India Maria si trova forzatamente isolata, ma si trasforma in un periodo di intensa ricerca. Dai suoi studi emerge il tema dell’educazione cosmica: secondo la scienziata ogni essere vivente è chiamato consciamente o inconsciamente a partecipare all’armonia universale, alla conservazione della vita, in un rapporto di interdipendenza con gli altri esseri viventi.
L’ambiente in cui il bambino interagisce non è quindi costituito esclusivamente da scuola, famiglia e società, ma è il cosmo intero nel quale il bambino indaga la rete di relazioni e interdipendenze e a cui contribuisce facendone parte. Le materie di studio si integrano quindi l’un l’altra e la conoscenza nasce non più dalle sole nozioni, ma dalla capacità di cogliere nessi e relazioni.

Nel 1947, a guerra finita, ritorna in Italia invitata dal Governo a ristabilire l’Opera Montessori e a riorganizzare le scuole Montessori. Viene ricevuta in Parlamento dai rappresentanti della Costituente.
A Perugia viene fondato il Centro Internazionale degli Studi Pedagogici presso l’Università per gli Stranieri, ma Maria continua a viaggiare e mantiene la sua residenza in Olanda.

Nel 1949 presiede a Sanremo i lavori dell’VIII Congresso Internazionale Montessori sul tema La formazione dell’uomo nella ricostruzione mondiale, insistendo così nel suo impegno come pacifista e nell’affermare che la pace si costruisce attraverso l’educazione. Nello stesso anno è candidata al premio Nobel per la pace; così sarà anche per i due anni successivi, ma non le verrà attribuito.

Morirà in Olanda nel 1952, il paese che l’ha ospitata fin dalla metà degli anni ’30 tra un viaggio e l’altro, a Noordwijk. E a Noordwijk sarà sepolta sulle dune che guardano il mare. L’epitaffio sulla sua lapide recita:

io prego i cari bambini che possono tutto di unirsi a me per la costruzione della pace negli uomini e nel mondo

 lapide

A Maria Montessori dobbiamo l’idea che l’educazione dei bambini non è arte, ma scienza. Che ognuno abbia dentro di sé la capacità di autocostruirsi attraverso l’interazione con l’ambiente, a beneficio di un tutto al quale ognuno contribuisce. E che l’educazione, diritto di tutti, sia la strada per la pace e la serena convivenza dei popoli. Concetti che purtroppo, troppo spesso, tendiamo a dimenticare.

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2 commenti

    • grazie della cortesissima segnalazione.
      ho provveduto immediatamente a correggere quello che è stato un banale errore di battitura, come si poteva evincere dal resto delle biografia, che riporta le date corrette.

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