Candidature: niente di nuovo sotto il sole

Lacune sui programmi ma colpi più o meno bassi a suon di dichiarazioni e gossip. Lo spettacolo delle elezioni amministrative 2016, che interessano diversi comuni italiani, non emergono certo per contenuti ed eccellenze.

Fra i comuni in attesa della poltrona di sindaco ci sono anche grandi città come Milano, Roma e Napoli.

La presenza femminile c’è, ma ancora in minoranza rispetto alle candidature maschili. Purtroppo il nostro paese è ancora distante dai livelli de nord Europa. Ma vediamo nel dettaglio almeno per quanto riguarda le città più grandi:

Giuseppe Sala
Giuseppe Sala

Milano. Per il Partito Democratico, il candidato dopo la vittoria alle primarie del Pd è Giuseppe Sala. Il manager di Expo ha superato Balzani, Majorino e Iannetta conquistando oltre il 40% dei voti e adesso si appresta a sfidare il candidato sindaco del centrodestra e gli altri outsider che si presenteranno anche in merito all’ala della minoranza Pd. Si sa che le acque nel partito di Renzi sono tutt’altro che chete.

Per il centrodestra il candidato è di Stefano Parisi, il numero uno di “Chili”, la piattaforma telematica di video e film on demand, che in passato è stato direttore generale di Confindustria, amministratore delegato di Fastweb e soprattutto City Manager al Comune di Milano con Gabriele Albertini sindaco.

Insomma, fino a qui fra sinistra e destra siamo alle solite: nomine che appartengono a signori che si spostano da una poltrona all’altra, ricoprendo cariche di prestigio con stipendi che sono un pugno in un occhio per i poveracci con la pensione minima, e chi un lavoro se lo sogna con il binocolo anche se ha scolarizzazione e buona volontà.

Patrizia Bedori
Patrizia Bedori

E le donne? Dove sono le presenze femminili nelle candidature milanesi? Forse che le donne non sarebbero in grado di concorrere alla poltrona di sindaco di Milano? Ebbene, gli unici che avevano proposto una candidata per le amministrative nella città lombarda sono stati i Pentastellati, salvo poi fare dietrofront. Infatti l’8 novembre era stata scelta Patrizia Bedori, 52 anni. Dopo poco si è tirata indietro facendo posto a Gianluca Corrado. Spiegazione ufficiale: malcontenti derivanti  in merito alla sua incapacità di gestire la pressione mediatica. Voci di corridoio: la Bedori non aveva i requisiti di immagine vincenti a causa della figura “cicciottella” e dimessa. Niente da fare, se non si “buca” lo schermo ma ci si presenta con l’aspetto ordinario e il chilo abbondante, non si può funzionare. Peccato però che questo sembra valere solo per le donne, penalizzate se soffrono di mancanza di gnoccaggine, infatti i loro colleghi maschi, seppur bruttini e dotati di rotoli e calvizie, imperversano tranquillamente in politica e negli studi televisivi.

Giorgia Meloni
Giorgia Meloni

Roma. Il centrodestra si presenta diviso: dopo mesi di confusione ecco che la coalizione fa acqua da tutte le parti: Silvio Berlusconi appoggia la candidatura di Guido Bertolaso, la Lega Nord e Fratelli d’Italia hanno scelto di proporre Giorgia Meloni come candidata sindaco alle elezioni di Roma. E in merito alla leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni,  il candidato berlusconiano è scivolato da bravo maschietto misogino, dichiarando che la signora Meloni non poteva essere candidata dato che è incinta e che quindi doveva stare a casa a fare la mamma. In diretta  Bertolaso si è espresso da gran conoscitore della maternità e dei suoi pericoli, lanciando avvertimenti sulla pericolosità della mansione di sindaco per il bene della futura mamma. Naturalmente Giorgia Meloni ha tirato dritto, ribadendo il suo diritto di essere donna, candidata  madre. Ebbene, a parte la figura becera che solo in un paese come il nostro che sta in Europa ma sembra stare nel terzo mondo per certi ruoli pubblici rispetto alle donne, sono sicura che i Inghilterra o in Germania non si sarebbe nemmeno verificato uno scivolone del genere; a parte questo, vorrei ricordare al signor Bertolaso che le donne hanno lavorato e lavorano nei campi e in fabbrica anche in stato di avanzata gravidanza, e spesso senza nemmeno avere la possibilità di riposarsi, specie se sono in nero. Quindi, che colleghi la bocca al cervello, prima di parlare, che di scempiaggini non ne possiamo più.

Alfio Marchini

Altro candidato per il centrodestra: Alfio Marchini, imprenditore dal passato politico a maglia larga, che è passato con disinvoltura da sinistra a destra. Piacente, suadente, “splendido splendente”  come diceva una nota canzone, che in questi giorni pare sia impegnato a “tubare” con Guido Bertolaso, giocando a una possibile alleanza che li vede impegnati ad unire sostegno e voti per spartirsi sulla scacchiera della polis la poltrona di sindaco e vicesindaco in caso di vittoria. Che dire: “i soliti sospetti”.

Virginia Raggi
Virginia Raggi

Ma c’è anche un’altra donna candidata: Virginia Raggi del Movimento 5 Stelle. La Raggi al contrario della Bedori a Milano ha dalla sua le carte giuste: giovane, bella, piacente. Anche se un neo Bruno Vespa l’ha trovato  e ha manifestato la sua conseguente delusione,  dato che quando l’ha ospitata nella sua trasmissione ha constatato che è piccola e minuta. Povero Vespa,  non ha ancora capito che lo schermo inganna?

Virginia Raggi ha 37 anni, ex consigliere comunale e avvocatessa,  risulta essere sotto l’ala di Alessandro Di Battista. La Raggi ha presentato la propria candidatura con uno slogan forte: “se vinco niente Olimpiadi del 2024”. Infatti, secondo la candidata del M5S, prima di pensare all’organizzazione di un evento di tale portata, prima va sistemata Roma.

Elezioni Roma 2016: Giachetti vince le primarie. Il Partito democratico ha scelto il proprio candidato sindaco di Roma tramite le consultazioni primarie, e il vincitore è Roberto Giachetti. C’è da considerare che è emerso su delle primarie che ha visto recarsi alle urne solamente 50 mila votanti, contro i 10 mila del 2013. Ma Giachetti, che ora sfoggia un bel sorriso sul viso dal buon colorito è ottimista, e ha lasciato del tutto gli scioperi della fame con cui ci aveva abituato in passato. Faccia piena, come la speranza di una pietanza  ghiotta come la poltrona di sindaco nella capitale. Quando si dice l’appetito….

Napoli. Nel capoluogo partenopeo la contesa è tra Luigi de Magistris (movimento arancione), Gianni Lettieri (centrodestra), Valeria Valente (Pd) e Matteo Brambilla (M5S).

Anche a Napoli abbiamo una presenza femminile da parte del Pd, ma esaminando la situazione nella sua interezza vediamo che le donne sono sempre in minoranza rispetto alle candidature in gioco. La roccaforte del potere maschile persiste, non c’è nulla da fare,  e ancora oggi, nel 2016, per l’Italia è impensabile vedere salire ai vertici della politica e delle istituzioni figure come Angela Merkel o Hillay Clinton.

Silvia Lorusso

Riquadro:

Il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, ha fissato con un decreto la data di svolgimento delle elezioni amministrative nelle regioni a statuto ordinario per domenica 5 giugno 2016. L’eventuale turno di ballottaggio avrà luogo domenica 19 giugno. Lo rende noto il Viminale. Sono oltre 1300 i comuni chiamati al voto nella tornata di giugno: di questi, 7 sono capoluoghi di regione (Bologna, Cagliari, Milano, Napoli, Roma, Torino e Trieste) e 26 comuni capoluogo di provincia. In Trentino Alto-Adige, Regione a Statuto speciale, le elezioni sono state indette per l’8 maggio. In Friuli Venezia Giulia si voterà il 5 e 19 giugno (ballottaggio) per il rinnovo di 29 amministrazioni comunali. Stesse le date anche nella Regione Speciale Siciliana. Infine, in Valle d’Aosta si voterà il 15 maggio. Tra le novità, il fatto che saranno eletti i primi sindaci di ventisette nuovi comuni istituiti nel 2016 mediante processi di fusione amministrativa.

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