Star Wars- Il risveglio della sforza e l’ode al femminismo

C’era una volta in un piccolo paese  lontano lontano, una femminista che è andata a vedere Star Wars- Il risveglio della forza…

Ma non preoccupatevi, non farò una recensione del film e non rivelerò nulla della trama, perciò, se non lo avete ancora visto e siete in procinto di farlo, leggendo queste mie parole non scoprirete assolutamente nulla.

Ieri sera, colta dalla frenesia che dilaga su Star Wars, mi sono fatta ben 220 Km (fra andata e ritorno) per trovare un cinema che lo avesse in programmazione (vivere in un piccolo paese ha i suoi pregi  ma anche, e soprattutto, i suoi difetti).

Star-Wars-il-risveglio-della-forza-recensione-poster

Sala ricolma di gente ruminante, il tipo che gironzola con indosso il costume di Darth Vader, gli applausi frastornati alla visione del logo “Star Wars” sullo schermo, il tizio seduto accanto a me che va in iperventilazione nel momento in cui sente gli ottoni di John Williams. Insomma, normale amministrazione per il film più atteso dell’anno.

Ma bando alle ciance e andiamo al sodo.

Fare un sequel è un’impresa ardua, soprattutto nel momento in cui la serie di cui stiamo parlando è Star wars, un cult. Quando vai al cinema, nonostante sai che il regista sia J.J.Abrams, nascondi dentro di te la (erronea) sensazione che stai andando a guardare una piccola corazzata Potemkin (cit. Fantozzi).  Dopo due trilogie, delle quali la più recente non è stata tanto apprezzata ( ma che io ho adorato), è normale credere che ormai sia una storia finita e impossibile da riproporre a distanza di tanti anni. Ma, come nel caso di Jurassic World, vai più per una sorta di tacito dovere che per piacere.

Sarò sincera, mi sono ritrovata per caso fan della serie e neanche da molto tempo e mai mi sarei immaginata di fare 3 ore di macchina per un film. Posso però aggregarmi allo stormo di persone che gridano al capolavoro perché, si è vero, è un gran bel film.

Il mio senso di femminista, che è un po’ una sorta di senso di ragno, pizzicava e pulsava, Ed è completamente esploso  durante la visione.

Star Wars- il risveglio della forza, se posso osare, è una vera e propria ode al femminismo.

PrincessleiaheadwithgunGeorge Lucas ci ha sempre abituato a personaggi femminili forti, decisi, risoluti, ribelli. Pensiamo alla Principessa Leia Organa ma anche a Padmé Amidala che, per quanto sia sempre alla ricerca di protezione, nel momento in cui c’è da prendere una decisione lo fa senza aspettare che arrivi il principe azzurro a risolvere la situazione. Però sono sempre stati personaggi di secondaria importanza, indubbiamente importantissimi e necessari alla storia raccontata ma nessuna donna Jedi con una ruolo principale o secondario ma semplici comparse, nessuna cattivona che minaccia l’universo, nessuna eroina protagonista che salva la giornata.

Nell’episodio VII la vera protagonista è una mercante di rottami:  Rey, interpretata da Daisy Ridley. Donna solitaria, dal carattere forte, abile combattente, capace meccanica, coraggiosa e….tanto altro che non posso dirvi per la promessa di non rivelare nulla ma che sinceramente vorrei gridare a gran voce.

Rey
Rey

Ho adorato Rey, una protagonista completa da tutti i punti di vista. Un personaggio semplice ma con una gran forza e determinazione.

Altro personaggio che mi ha lasciato di stucco è il Capitano Phasma (interpretata dalla grandiosa Gwendoline Christie), una donna. Mi ha meravigliato, non tanto per quello che fa ma per quello che è! Una capitana, una donna con un’armatura. E voi mi direte: “E quindi?” …e quindi ci ritroviamo una donna che indossa una normale armatura che non risalta le sue forme facendola apparire sexy. Ed essendo abituati alle eroine Marvel, questo è un passo enorme! Niente tutine sexy e sguardi maliziosi.

CAPTAIN PHASMA
CAPTAIN PHASMA

Inoltre i vari personaggi, sia maschili che femminili, non sono costruiti secondo degli stereotipi che impongono determinati comportamenti in base al sesso di appartenenza. Tutti e tutte hanno le loro debolezze, i loro punti di forza, non si vergognano di avere paura e lo dicono chiaramente comportandosi di conseguenza. I personaggi si apprezzano per le loro qualità, azioni e caratteristiche caratteriali.

Ci  ritroviamo un film che esalta la parità di genere in tutti i campi.

Unica pecca? Il cattivo. Non basta avere il costume nero e la maschera per sostituire Darth Vader.

Kylo Ren
Kylo Ren

Comunque sia, questo film rappresenta davvero un passo enorme. In un mondo che solitamente viene considerato dai più maschile, c’è spazio per noi donne!

Andate a vederlo e…. che la forza sia con voi! :)

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