Tomboy: il sonno della ragione genera mostri.

Ci sono film che in materia di sensibilizzazione e di educazione contro le discriminazioni di genere valgono da soli più cento parole, articoli o blog. Film che raccontano di bambin* che non vogliono essere ingabbiati in stereotipi imposti dagli adulti, film che parlano di identità di genere, di dinamiche di oppressione e di bisogno di libertà. Ce ne sono tanti, per fortuna, ma spesso non vengono diffusi o valorizzati come meriterebbero. Ma non dobbiamo credere che siano film di nicchia, anzi; sono film per tutti. Ed è proprio ad alcuni di questi film che vorrei dedicare qualche post qui su B&D. Incomincio con Tomboy. Un piccolo gioiello di semplicità la cui storia può permetterci di raccontare anche l’attualità francese (e in parte europea) di questi anni.

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TOMBOY, 2011, scritto e diretto da Céline Sciamma

Il film Tomboy è uscito nelle sale francesi il 20 aprile 2011, é stato premiato alla Berlinale con il prestigioso Teddy Award, e ha vinto come miglior film al 26° GLBT Film Festival di Torino, oltre a ricevere molti altri riconoscimenti.

Cosa significa il titolo?  

Tomboy vuol dire maschiaccio, è quello che in francese con un’espressione ancora più infelice si definirebbe garçon manqué, “ragazzo mancato”. Quando si usa questo termine? Quando una bambina non ama vestirsi con gli abiti ritenuti adatti ad una bambina (preferisce il blu al rosa?  i pantaloni alla gonnellina svolazzante?  il cotone al pizzo? ) predilige giochi, sport ritenuti più “maschili” (lotta, competizioni, attitudine violenta e irrequieta, calcio etc etc ? ) e trascorre più tempo con coetanei di sesso opposto. Pensate al suo opposto, “femminuccia“, cioè  un bambino che piagnucola, frigna, che non mostra un carattere forte e deciso, un bimbo che viene percepito come troppo emotivo per essere un giovane uomo. Sono questi gli stessi stereotipi su cui affondano le radici del bullismo omofobico.   Quindi attenzione, quando sentite qualcuno utilizzare parole quali “maschiaccio”  o “femminuccia” drizzate le antenne. Nell’uso comune che facciamo della nostra lingua si nascondono subdolamente  moltissime espressioni basate su stereotipi e discriminazioni di genere.  Anche di questo ci parla il film di Céline Sciamma.

 

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Quale CONTESTO ? 

Tomboy è un film che parla di infanzia e  identità di genere. E’ uscito nelle sale cinematografiche francesi in tempi non ancora “sospetti”, e cioè prima che il governo Hollande ( proclamato nel maggio del 2012) si mettesse realmente e visibilmente al lavoro per creare e approvare la cosiddetta Legge Taubira,  legge che il 17 maggio 2013 ha finalmente permesso anche in questo paese il matrimonio fra persone dello stesso stesso. Oui, Oui, Oui!!!!!!

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Il 2013-2014 in Francia in materia di diritti LGBT e di egalité femmes-hommes è stato quindi un anno particolarmente tormentato. Parigi come tutte le città della Francia è stata teatro di continue manifestazioni pro e contro “la famiglia per tutti”. Molte e partecipate purtroppo le manifestazioni in piazza contro la legge Taubira (quindi contro i mariage gay) , prima fra tutte quella del 13 gennaio 2013. Ad ogni manifestazione “contro il matrimonio per tutti” ha risposto una contro-manifestazione a favore dei matrimoni gay. Le contro manifestazioni sono state anch’esse molto partecipate. Piccola nota personale : è stato per me  sconcertante assistere a manifestazioni contro i diritti di altri, vedere persone  in piazza a urlare e sfilare con la pura finalità di trasformare i propri diritti (già acquisiti e insindacabili e che nessuno stava mettendo in discussione) in privilegi; tutto ciò ha inevitabilmente dato vita in Francia a un clima teso, in cui aggressioni omofobe e episodi di discriminazione e di violenza si sono gravemente intensificate. Le manifestazioni non hanno comunque   impedito l’attuarsi della legge,  festeggiata con tanto di scuse della Ministra della Giustizia e Guardasigilli Christiane Taubira rivolte agli adolescenti che hanno dovuto subire le ripercussioni di un dibattito troppo acceso, che spesso ha valicato i limiti. Qui una traduzione del suo discorso, qui il video.  “Tenete la testa alta, non avete nulla da rimproverarvi!” questo il cuore del suo bellissimo messaggio.

Ma il problema non finisce qui. La Francia omofoba  che si identifica con l’associazione La Manif Pour Tous  è la stessa identica che oggi milita e organizza iniziative di boicottaggio contro l’educazione alla parità  nelle scuole (è  bastato aggiungere un link su wikipedia et voilà, vedere per credere, il nuovo mostro da combattere è  quello dei gender’s studies) .

DAL CINEMA ALLA MESSA IN ONDA

 

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Mentre  il canale franco-tedesco ARTE, molto attento alle tematiche di genere , annunciava la messa in onda del film Tomboy, da loro prodotto,  pianificata per il 19 febbraio scorso, un altro acceso dibattito (avvenuto sui media ma anche nei bar, nelle metro o per strada, ve lo posso assicurare! ) accompagnava l’attuazione del progetto ABCD egalité nelle scuole. Si tratta di un progetto di educazione alla parità maschi e femmine e per la decostruzione di stereotipi contro ogni discriminazione di genere, un progetto finanziato promosso e ideato dal Ministero per i diritti delle Donne e dal Ministero dell’Istruzione. La messa in onda del film di Tomboy sarebbe quindi avvenuta esattamente nelle stesse settimane in cui genitori e associazioni integraliste cattoliche e/o di estrema destra, (soprattutto Fronte Nazionale) boicottavano e  spargevano grottesche insinuazioni riguardanti questo progetto. Leggete qui e qui.

Per la messa in onda del piccolo-grande capolavoro di Sciamma si è quindi scatenato il putiferio : apriti cielo, vogliono farci vedere un film che farà diventare tutti i bambini gay e lesbiche (Sinceramente ho sempre pensato che anche Peter Pan fosse un po’ gay, sempre in giro in collant…io ci penserei due volte prima di mostrarlo  a mio figlio, non credete? off topic ironico, pardon!). Civitas, associazione cattolica integralista, la stessa che ha fatto irruzione violentemente nel Théâtre  de la Ville de Paris perché dentro Romeo Castellucci stava presentando il suo spettacolo “Sul concetto di volto nel figlio di Dio” (qui e qui e qui) , ha lottato duramente per ritirare la messa in onda di Tomboy; sui giornali si è parlato di vero e proprio stalking e molestie ai danni della redazione di ARTE. Nonostante le polemiche e le pressioni ricevute, il film (uscito nelle sale cinematografiche ben 3 anni fa) è andato in onda come previsto e ha totalizzato oltre un milione di telespettatori.

Chi ha visto il film,  chi di voi lo vedrà, si renderà conto di quanto ingiustificate, inutili e ridicole fossero le accuse mosse per boicottarlo. Questo è il problema : come, da dove partire per rispondere civilmente ad accuse ridicole, ingiuste, fondate soltanto sulla  paura di ciò che semplicemente non si conosce?  Il sonno della ragione genera mostri. Voi avete paura dei mostri? Io sì!

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La trama del film, in breve (no spoiler!) :

Laure e la sua famiglia si trasferiscono e questo cambiamento le concede inaspettatamente la possibilità di presentarsi ai nuovi compagni di giochi come un maschio. Mentre la sorellina Jeanne è naturalmente rapita da tutte quelle attività che vengono tradizionalmente considerate  adatte e consone ad una bambina, Laure si sente più a suo agio con amici  maschi e a comportarsi come loro; impara a giocare a calcio, a sputare per terra, a dare dimostrazioni di forza gareggiando con i suoi avversari. Il film è composto da innocentissime scene di giochi d’infanzia fotografate con leggerezza e maestria, in cui le prime ricognizioni del proprio corpo e di una ancora nascente e inconsapevole sessualità mostrano  senza spettacolarizzazione alcuna la normalità e la naturalezza di ciò che non ha alcun bisogno di essere normato.

Sono tempi duri.  Difendiamoci e difendiamo la libertà di essere come siamo….anche con un bel film.

Se volete segnalarci film inerenti alla tematica trattata da questo post, scriveteci o mandateci direttamente le vostre recensioni/riflessioni.  La nostra mail è : bambole.diavole@gmail.com

9 comments

  1. Non mi stupisce affatto che un film come questo sia ritenuto scomodo, paradossalmente ben più di altri lavori dichiaratamente “politici” o militanti. La semplice naturalezza della storia, come dici tu, è quello che lo rende così “pericoloso”; il fatto di raccontare senza mistificazioni ideologiche quella che potrebbe essere stata l’infanzia di ognuno di noi, fatta di sperimentazioni continue, di desideri regolarmente puniti dagli adulti, del bisogno di trovare un’appartenenza attraverso i giochi e le attività che amiamo. Per questo penso sia del tutto irrilevante chi o cosa Laure/Mikael è, potrebbe essere o sarebbe da grande. E il pericolo più grande è che il film suggerisce la reale fluidità dell’identità di ciascuno di noi – che passa sia attraverso ciò che sentiamo dentro di noi, ma anche attraverso il riconoscimento che ci viene dagli altri. E questa fluidità destabilizza quelle premesse eterosessite di certi “maschi selvatici” – per fare un esempio recente – che vogliono convincere le persone che l’identità è qualcosa di monolitico, immutabile e preordinato e che tutto ciò che suggerisce il contrario sia perversione, peccato… l’epiteto cambia a seconda dell’ideologia del censore di turno. La realtà è che queste premesse spingono le persone a rinunciare alla propria individualità per conformarsi a delle aspettative (dal pensarla in un certo modo a consumare certi prodotti), smettere di farsi domande, demandare ad altri il potere di decidere chi siamo/vogliamo essere.

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  2. io sono contro le paranoie: sia contro le paranoie omofobe e reazionarie su un film peraltro di qualità come questo, o altre opere d’arte sia contro le paranoie politicamente corrette su una singola parola come “maschiaccio” chi la usa non sta necessariamente fomentando bullismo omofobo. Che una bambina voglia la gonnellina o i pantaloni o entrambi va comunque rispettata, in nessuno di questi casi sta rinunciando alla sua individualità. La propria identità di genere si può vivere sopratutto oggi in tanti modi, più o meno diffusi ma tutti di per sè legittimi e autentici

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  3. @grazie grabrielle per aver ripostato qui il tuo bellissimo commento !!! @ida ho visto anche quello, il titolo è ” Naissance des pieuvres” è vero, è un bellissimo film. Tra l’altro ( let’s gossip!!!!) la straordinaria attrice Adèle Haenel è diventata la compagna di Céline Sciamma e ha fatto un emozinato coming out all’occasione della premiazione dei César 2014, http://www.canalplus.fr/c-cinema/c-ceremonie-des-cesar-sur-canal/pid6664-videos-cesar-2014.html?vid=1029034)

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    • Brava! Si;”Naissance des pieuvres” hai capito, anche se avevo sbagliato la traduzione letteraria, (polpo piovra e non pioggia, anche se mia figlia mi ha detto che ha un’altro significato che ora non ricordo). Tomboy, lo avevo scaricato sottotitolato a suo tempo, ieri l’ho rivisto in Italiano, e ti ringrazio per avermi fatto vedere nuovamente questo splendido film…
      la prima volta, forse mi ero persa la battuta di quel ragazzo, quando le fanno l’ispezione per vedere se è una femmina, “gioca troppo bene a calcio per essere una femmina”..

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