Nancy Cunard odiava gli snob e i razzisti

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Come tenere insieme nello spazio di un’unica vita, arte, poesia, impegno antifascista e antirazzista e una collezione di bracciali d’avorio? Come trasformare la propria vita in un inno alla libertà, alla ribellione, alla lotta contro le ingiustizie e contro la stupidità umana?

Partiamo dalle sue parole, forse è più semplice lasciare che sia lei a presentarsi :

“ Cunard Nancy. Cosa dire di me stessa? Amo la pace, la campagna, la Spagna repubblicana e l’Italia antifascista, i neri e la loro cultura afroamericana, tutta l’America Latina che conosco, la musica, la pittura, la poesia e il giornalismo. Ho sempre vissuto in Francia da quando mi è stato possibile, nel 1920. Odio: il fascismo [….]. E lo snobismo e tutto quello che gli sta attorno. Due opere : Negro, una grande antologia sui Neri, e Authors Take Side, inchiesta dedicata agli scrittori britannici che si sono occupati della Guerra di Spagna e di Fascismo. Diversi volumi di poesia. “ Nancy Cunard, Poèmes à la France. 1939-1944, Paris, 1947

Conosciamo il volto androgino, lo sguardo glaciale e lo stile invidiabile di questa donna dall’aria mondana grazie alle numerose fotografie scattate da Cecil Beaton, Man Ray, Barbara Ker-Seymer e dai tanti altri artisti che le gravitavano attorno. Bianca di origini americane, nata nel 1896 in una famiglia benestante facente parte del dorato milieu aristocratico inglese, avrebbe potuto passare il tempo andando a cavallo o giocando a golf; ma non è esattamente così che Nancy sognava di vivere; le gabbie dorate non le interessavano affatto.

Cecil Beaton, vintage bromide print, 1929
Cecil Beaton, vintage bromide print, 1929

Negli anni ’20 abbandona il suo paese, l’Inghilterra, per trasferirsi in Francia, alla ricerca di maggiore libertà, diventando così una femme-époque. A Londra frequentava artisti, poeti e studenti universitari del calibro di Ezra Pound, Aldous Huxley e Leonard e Virginia Woolf, tutte persone che come lei volevano mettere in discussione e decostruire le soffocanti tradizioni dell’epoca vittoriana, il puritanesimo anglosassone e l’impero colonialista. Per queste ragioni quindi nel 1920 si trasferisce a Parigi dove inizia a scrivere e a pubblicare poesie e anche a integrarsi nel fermento culturale dell’epoca frequentando i gruppi delle avanguardie artistiche. Entra soprattutto nel giro dei poeti e artisti surrealisti, diventa amica di Tristan Tzara, Georges Sadoul e René Crevel e dal 1926 sarà per qualche anno la compagna, amatissima, del grande poeta Louis Aragon. Lui, che rischierà di togliersi la vita a causa della fine della loro relazione, nelle sue Lettres françaises scrive di lei:

« Conosciamo in Francia Nancy Cunard. Lei ha tarscorso qui gran parte della sua vita e, più tardi, non si potrà parlare della storia intellettuale di questa parte di secolo senza parlare anche di lei».

Ma non è certo destinata a fare l’amabile compagna per sempre. La sua non è una vocazione da groupie anche se, anche all’epoca il talento di una donna veniva attribuito alla magnificenza o “effetto benefico” del compagno (io la chiamo la sindrome del pigmalione  oggi ancora purtroppo persistente). Anche Nancy Cunard fu vittima di queste sottili insinuazioni, come possiamo constatare dalle parole dell’amico Georges Sadoul che dice di lei:

 “ […] In quell’epoca di romanticismo rivoluzionario, in cui la minaccia di un colpo di stato fascista non si poteva escludere in Francia, Nancy Cunard pensava inoltre che un giorno la sua casa editrice di Réanville avrebbe potuto essere utile per delle pubblicazioni illegali antifasciste. Lei era pronta a mettersi a disposizione di organizzazioni clandestine. Questa dichiarazione d’intenti, proveniente da una signora inglese così nobile e ricca, mi sorprese. Ne attribuivo il merito al solo Aragon. Avevo torto. Il seguito della vita di Nancy me lo dimostrò […]“Georges Sadoul, 1968

Nel 1928 Nancy fonda una sua casa editrice, dedicata principalmente alla poesia contemporanea, facendo appello ad artisti come Man Ray e Yves Tangui per la realizzazione delle copertine. Sarà lei la prima in assoluto a pubblicare Samuel Beckett. Nel 1930 partecipa persino alla diffusione del film surrealista L’Âge d’or di Luis Buñuel, film ampiamente ostacolato e censurato, di cui però lei organizzerà con ostinazione addirittura una proiezione a Londra. In quegli anni inizia anche a dare vita alla sua collezione di arte non occidentale; restano celebri i numerosi bracciali africani in avorio, presenze quasi immancabili nelle fotografie che la raffigurano.

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Poi succede qualcosa di particolarmente importante. Nel 1931 Nancy scrive alla madre un testo durissimo, testo che verrà pubblicato con il titolo Black Man and White Ladyship : la madre non voleva accettare la relazione della figlia con il jazzista afro-americano Henry Crowder, conosciuto alla Biennale di Venezia nel 1928. Si tratta di un incontro chiave che la sensibilizza e avvicina ulteriormente alle condizioni dei Neri americani; la loro storia viene commentata da conoscenti e dai media con scandalose insinuazioni che rivelano il razzismo insito nella società. Le discriminazioni dirette al suo compagno si riversano anche su di lei, ed è anche attraverso questa esperienza personale che prende forma quell’ impegno politico che la accompagnerà per tutta la sua vita e che la porterà a concepire e pubblicare la sua opera centrale.

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Egalité des races, des sexes, des classes : Negro Anthology, 1931-1934

Negro Anthology è un’opera di importanza epocale in cui per la prima volta nella storia della lotta al razzismo, si lascia diritto di parola e replica alle stesse vittime di discriminazione: i Neri.  Con una ricca raccolta di testi e fotografie, Nancy Cunard riprende l’impegno anti-colonialista iniziato a Londra con Leonard e Virginia Woolf e intraprende un’azione culturale militante, quella cioè di raccontare attraverso un’antologia di approccio documentaristico, la lunga e ricca storia culturale e sociale dei Neri d’America, Africa e Europa, spesso considerati privi di un passato. Lo scopo era quello di “ mostrare, dimostrare che il pregiudizio razziale non poggia su alcuna giustificazione” e decide di farlo mettendo insieme 150 autori di due “razze” per creare un inventario delle lotte del popolo nero, delle persecuzioni subite e dei loro fenomeni di resistenza (come spiega lei stessa nell’introduzione). Gli autori scelti sono neri, bianchi, donne, uomini, più o meno politicamente impegnati, sportivi, giornalisti, antropologi, storici, scrittori, poeti, musicisti, cantati, universitari e militanti e il risultato è un’opera densissima. Consacra un capitolo intero al processo detto dei Scottsboro boys, nel quale 9 giovani ragazzi di colore in Alabama vennero nel 1931 ingiustamente accusati di stupro; un processo emblematico che, visto il clima di crescente razzismo negli Stati Uniti, provocò mobilitazioni su scala internazionale a cui Nancy Cunard prese parte attiva. Negro Anthology era  quindi di un’opera scomoda e incredibilmente coraggiosa. Purtroppo proprio per questo motivo fu oggetto di pesanti minacce e pressioni che ne limitarono la diffusione. Le copie stampate saranno purtroppo pochissime.

1468679918-28_nancy_cunard-theredlistDi cose da dire sulla straordinaria vita di Nancy Cunard ce ne sarebbero ancora molte.  Forse anche per questo motivo il Museo Quai Branly di Parigi dedica oggi alla Stella Nera una piccola grande mostra intitolata  “L’Atlantique noir “ .

In povertà e condizioni di salute psichica gravemente compromessa, Nancy Cunard si spegne nel 1965 a Parigi dopo anni di militanza e lotta antifascista e antirazzista. Se passate per Parigi, potete renderle omaggio passeggiando nell’isola di Saint Louis, dove abitava, oppure al cimitero Pére-Lachaise, dove sono conservate le sue ceneri.

Ma soprattutto non dimenticatela.

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