Non tutte le donne vogliono diventare madri

Volendo fare un gioco di associazioni, quali aggettivi e sostantivi assocereste alla parola donna?

In molti sicuramente la parola maternità.  Perché si sa il ruolo (imposto) della donna è l’essere mamma e moglie.

Donna è sinonimo(?) di maternità, e una donna che non procrea è spesso vista dalla nostra società come incompleta ed egoista.

Noi ci sentiamo “donne vere” e “donne complete” quando abbiamo la possibilità di compiere scelte per noi stesse in modo del tutto autodeterminato e libero. Qualunque sia la strada che abbiamo deciso di percorrere.

La maternità è una scelta, non un destino al quale non ci possiamo sottrarre.

Una nostra lettrice, dopo aver condiviso con noi una sua esperienza, ci racconta nuovamente una conversazione, questa volta  riguardante la maternità, la scelta di non avere figli e le sue riflessioni:

 Il secondo fatto che mi è accaduto trovo che sia analogo a questo appena raccontato: a cena dalla sorella del mio fidanzato, lei con un bimbo di dieci mesi, e chiacchieravo con lei e con il suo compagno. Io ho maturato la decisione di non voler essere madre: penso che fare figli sia un diritto, anzi, ormai un privilegio, e non un dovere, eppure, quando la gente sente che dico questo, mi addita come una pazza….O, peggio, reagisce come il compagno di mia cognata: “Ma hai soltanto 25 anni, avoja a crescere!“.

Nulla è più umiliante di queste parole.

Io ho deciso già a suo tempo che non volevo essere madre, un po’ perché sono portatrice sana di una rara malattia genetica che mio fratello ha contratto ma io no, (malattia che però potrei trasmettere ad eventuale prole, anche se con poca probabilità, ad essere sinceri), ma soprattutto perché NON VOGLIO.

Sembra così semplice….ma così difficile da capire, per le persone.

Io non voglio avere figli per tanti motivi che ho maturato con tantissime riflessioni negli anni: per esempio, non voglio procreare in questo Paese, né in questo periodo storico, e, ad essere ancora più brutalmente sincera, temo che non avrò molto da offrire ai miei figli. Sarò per sempre precaria (non voglio emigrare), non avrò mai la pensione; voglio anche dedicarmi totalmente alla mia carriera, lavoro con utenti (minori e non) in situazioni di disabilità, e so perfettamente che vorrò concentrarmi su questo. So che una cosa non esclude l’altra, ma io tutto questo desiderio di avere un bimbo proprio non ce l’ho. Adoro i bambini, e certamente in me sento l’istinto materno, ma da qui ad avere un “appendice” (così l’ho scherzosamente chiamato, facendo inorridire tutti i presenti) che mi starà sul groppone per tutta la vita, a cui voglio e DEVO poter garantire l’istruzione universitaria, e poi pagargli l’affitto, insegnargli dei valori che potrebbe anche rifiutare, e accettare l’idea che potrei anche dare la vita ad una persona che sarà completamente diversa da me, e magari rifiuterà le mie idee.

Per tutta questa serie di motivi io non voglio essere madre: quello che faccio e quello per cui mi batto, insorgo, manifesto e lavoro senza stipendio, mi appaga tantissimo. Pensandola in senso lato e filosofico, io sotto quest’ottica ho già tanti figli.

Il compagno di mia cognata si è messo a ridere molto paternamente, e , prendendo in braccio suo figlio, mi ha detto: Avoja a crescere. Aspetta e spera. Tra dieci anni ne riparliamo.

Sicuramente io non sono così arrogante da pensare che non cambierò mai idea, però, in verità, il mio non voler procreare è anche una cosa di cui sono abbastanza sicura: d’altro canto non ho detto che non voglio figli per paura delle smagliature, bensì per molti e validi motivi su cui ho riflettuto molto.

La tracotanza e la prepotenza di certi individui, così sicuri che ogni donna si sciolga dal desiderio di essere moglie e mamma, e anche, diciamolo, di tante donne, che ti guardano male e che dicono che un figlio ha dato un senso alla loro vita (cosa di cui non dubito, intendiamoci: però mia cognata, per esempio, mi ha rivelato che la sua vita PRIMA del bambino non aveva senso….)

Ebbene, questa tracotanza deve finire.

Vorrei potermi sentire sicura di ciò che dico, e non così sola come invece mi sento adesso.

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65 commenti

  1. la cosa che più mi avvilisce è vedere spesso donne che sembrano aver trovato un senso alla loro vita solo nell’essere madre, questa cosa dovrebbe far riflettere tutte e tutti, per me è preoccupante.

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    • occhio che così si finisce nell’errore contrario… perché se non è giusto giudicare chi non vuole aver figli non è giusto nemmeno giudicare chi si realizza nell’essere madre….

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  2. Pensa, io a 22 anni quando dico che di figliare nemmeno per idea mi guardano come se fossi pazza, isterica.
    “Tanto troverai l’uomo giusto che ti farà cambiare idea.”
    Certo, come no.

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  3. Grandissima! anche io non voglio assolutamente avere dei bambini e quando lo dico trovo l’approvazione solo nelle donne più acculturate e nelle mie colleghe inglesi (loro sono troppo avanti su tutto :D). Continua così, abbiamo tanto da fare che non accudire prole.

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  4. io di anni ne ho 43 e non ho ancora cambiato idea, ho un compagno che amo da circa 14 anni e stiamo bene cosi’. E vedendo la vita che fanno amichr e parenti con figli sono ancoda piu’ convinta.

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  5. E sai dove è il problema? è che ancora ci dobbiamo sentire in colpa, se decidiamo della nostra vita.
    Non dobbiamo spiegazioni ad alcuno sulle nostre scelte, qualsiasi esse siano. E’ talmente radicato nella nostra cultura il ‘dovere’ femminile d’esser madre, che anche tu, senza renderti conto della spirale in cui ci fanno nascere e crescere, adduci come uno dei motivi importanti del non desiderare figli, quello d’essere portatrice di una malattia familiare trasmissibile.
    Non serve.
    Non DEVE servire. Riprodurti, è una cosa che non senti di fare e hai diritto di seguire la tua vita, senza sentirti osservata, giudicata, senza dover spiegare nulla.

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  6. Sinceramente, quando dico a qualcuno che non voglio diventare madre e noto che quel qualcuno diventa condiscendente e paternalistico, lo guardo come se fosse idiota. Poverini, se non capite che, quando una donna dice di non voler essere madre, lo dice perchè lo pensa, vuol dire che il vostro cervellino non arriva più in là. E cosa fare, se non compatirvi?

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  7. sono giorni che sto parlando di questo argomento, al momento non ho intenzione di avere figli o di pensare ad averne…vedo negli occhi degli altri solo disprezzo. Se non mi sento un mostro io, perché devono farmici sentire gli altri? Poi saranno affaracci miei e del mio compagno di quel che ne sarà del mio utero! ECCHECCCAZZO! 😀

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  8. La cosa che più manda in bestia me è il fatto che io posso avere gli anni che voglio (ho iniziato a dire che non volevo figli a 15 anni, ma ormai sono ben di più!), ma comunque non verrò presa sul serio. Il primo estraneo che passa, con aria supponente, sentenzierà che tanto tu cambierai idea. Perché? Non si sa, ma lo dice lui, che magari manco ti ha mai vista in vita tua.
    Come si permettono di non prendere per buone le cose che dico di me stessa? Mi conoscerò meglio di chiunque altro, dannazione! Rispetto, è una mancanza di rispetto!
    Vale

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  9. Fate bene, è giusto che i vostri geni si estinguano dal mondo e non li tramandiate.Quando poi questo mondo sarà un posto di vecchi magari vi farete pagare la pensione dal lavoro dei figli degli altri, mi sembra giusto.
    Chi siete voi per criticare e disprezzare chi trova la sua più alta soddisfazione?Meno male che siete un blog democratico che rispetta le idee altrui.
    Un saluto da Giulia, madre di 3 splendidi bimbi.

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    • Cara Giulia. Il tuo commento è privo di qualsiasi fondamento, secondo me scritto senza neanche leggere i tanti articoli che scriviamo a riguardo. Noi NON siamo contro chi decide di avere figli…andremmo contro noi stesse dato che qualche femminista “mangia bambini” i suoi geni li ha mandati avanti, come purtroppo tanta gente ottusa. Siamo contro chi, come te, spara sentenze senza sentire o in questo caso leggere ragioni, o contro tutto quelle persone che denigrano una donna che sceglie di non avere figli per un motivo o per un altro.
      “Noi ci sentiamo “donne vere” e “donne complete” quando abbiamo la possibilità di compiere scelte per noi stesse in modo del tutto autodeterminato e libero. Qualunque sia la strada che abbiamo deciso di percorrere.
      La maternità è una scelta, non un destino al quale non ci possiamo sottrarre.”

      Come fai ad interpretare critiche e disprezzo?

      Saluti

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    • E beh, figurati se mancava la chioccia rimbambita di turno! Cmq più la gente si moltiplica, più le risorse della terra si esauriscono, più aumenta l’inquinamento, i rifiuti e con esso le conseguenze di un pianeta malato e sovraffollato. Complimenti per i tuoi bimbi, ma rispetta TU le opinioni degli altri e poi non lamentarti dei gas di scarico sotto casa. Capito?

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  10. Giulia è la classica persona che legge solo il titolo, lo interpreta a modo suo e poi spara sentenze. Siamo contente per te che hai tre splendidi figli, ma non stavamo parlando di te 🙂

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  11. Quello che ho letto bene è il commento della mia omonima che trova addirittura avvilente chi trovi come soddisfazione l’avere dei figli.Chi si crede di essere per giudicare cosa mi gratifica?Come pensate che il mondo possa andare avanti se tutte professassero la vostra scelta?Chi creerebbe il mondo del futuro?E se anche i vostri genitori invece di mettervi al mondo avessero pensato alla carriera o ai partner occasionali?Non sareste mai nate.Ognuno fa quel che vuole ma primo non ci si permetta di trovare avvilente chi vuole dei figli e secondo non la si faccia passare come una scelta che tutte le donne dovrebbero compiere facendo propaganda.Meno male che anche se poche ci sono ancora coppie che fanno figli.

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    • Quindi è giusto leggere bene un commento e scrivere una risposta sotto un articolo che continua a non dire quello che stai continuando a sostenere tutto nei tuoi discorsi generici???
      Ti invitiamo nuovamente a leggere le nostre idee e a comprenderle per quelle che realmente sono.

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    • stai tranquilla ,nei paesi in via di sviluppo la popolazione cresce a dismisura , ci vuole ancora un bel pò per estinguerci.

      “Come pensate che il mondo possa andare avanti se tutte professassero la vostra scelta?”
      risposta: cara , il mondo continuerà ad andare avanti fin quando il sole non diventerà una gigante rossa .

      “E se anche i vostri genitori invece di mettervi al mondo avessero pensato alla carriera o ai partner occasionali?”
      risposta-domanda: e quindi cosa dovremmo fare? fare sesso ogni volta che siamo fertili perchè potremmo creare dei potenziali esseri umani?

      “Ognuno fa quel che vuole ma primo non ci si permetta di trovare avvilente chi vuole dei figli ”
      risposta 1: l’utente trova avvilente che la stragrande maggioranza delle donne sia soddisfatta della propria vita SOLO perchè ha dei bambini , segno della cultura maschilista che hanno metabolizzato sin da bambine . perchè sono pochi gli uomini che trovano soddisfazione solo nella semplice procreazione? (siamo lontani dal 50:50 eh!)
      risposta2: perchè non dovrei trovare avvilenti due poveracci che nonostante la loro condizione economica decidono di fare figli? perchè condannare delle vite alla sofferenza per il proprio egoismo?

      “Meno male che anche se poche ci sono ancora coppie che fanno figli.” non so deve vive lei , ma qui al sud quasi tutte le coppie “fanno figli”.

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    • Giulia un consiglio… Vai a cambiare i pannolini sporchi di merda dei tuoi figli, cosi ti sentirai soddisfatta 😉 noi abbiamo cose più importanti da fare nella nostra vita, prima fra tutti :GODERCELA!!

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  12. ho 18 anni e l’ho sempre detto sin da bambina che i figli non li voglio proprio avere : troppa responsabilità , troppa fatica e soprattutto perchè dovrei contribuire ad incrementare ulteriormente il numero di esseri umani quando ormai non ci bastano le risorse?
    al massimo adotterò qualche bimbo a distanza (dopo aver trovato un lavoro con uno stipendio decente , ce ne vuole di tempo eh!).

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  13. Giulia al massimo sarà il figlio di qualcun’altra che grazie al mio lavoro,(non ho figli dunque posso lavorare liberamente in Italia)potrà usufruire dei servizi dedicati, vorrei farti notare che le idee di uguaglianza delle quali anche tu usufruisci vanno avanti perché si tramandano a prescindere dal numero dei figli, e se proprio devo dirla tutta da quello che si vede in giro non mi pare che la nuova generazione di genitori stia facendo un grande lavoro di educazione, cerca di essere meno mamma integralista l’astio che trapela dal tuo messaggio non comunica per nulla l’idea di una donna realizzata e convinta delle scelte fatte! magari tre sono troppi?

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  14. ero poco meno che adolescente quando pensai che non avrei mai fatto figli, oggi ho 52 anni e l’idea di un figlio continua a non attraversarmi la mente. Ne parlo quando capita l’occasione o “incappo” in una discussione in merito. Non so perché ci sia l’arroganza di indicare quale sia la via più giusta per una vita corretta. Nella religione, nella politica, negli studi, nella scelta di avere o non avere figli. Siamo individui. Nasciamo ognuno con un patrimonio destinico assolutamente personale. Ognuno di noi ha un compito specifico e spesso non contempla figli (la maggior parte dei terrestri figlia, quindi l’estinzione del più grande usurpatore del pianeta è piuttosto lontana come evenienza. Salvo autodistruzione … ma non incolpiamo le donne che non vogliono far figli per piacere). Io sono sposata con un uomo veramente meraviglioso da quasi 30 anni, quindi avrei anche avuto le condizioni di coppia ottimali per diventare “mamma”: ma non mi è mai piaciuta l’idea e a mio marito è sempre stato indifferente il pensiero di avere un figlio. Però … però sono vegana, uso detersivi ecologici, boicotto multinazionali della morte, mi batto per salvaguardare il bene pubblico. Per chi? Per i “vostri” figli. Mi chiedo quante mamme biologiche lo facciano, quante mamme biologiche rinuncino a quei piccoli inquinanti piaceri, mi chiedo quante mamme biologiche dedicano vero tempo ai loro figli. In bocca al lupo a tutte le donne, mamme e non, del mondo. Ma pure a tutti gli uomini 🙂

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  15. Bisogna parlare di questa piaga silenziosa ed inavvertita, perchè genera situazioni mostruose e rovina la vita di molte e molti. E’ davvero scoraggiante assistere a teatrini tragi-comici fra madri che mettono in competizione i loro figli di appena qualche mese. Osservare quanto vengano sfruttate le nonne per adempiere a quei doveri genitoriali che i figli o le figlie non hanno intenzione di affrontare. E vi posso assicurare che si possono generare situazioni paradossali al limite della sopportazione psicologica. Io, a volte, credo che ci sia bisogno di chiamare un assistente sociale per sanare il maschilismo e la violenza ovattata che circolano negli spazi domestici!

    Il punto è che il limite fra denunciabile e non denunciabile è estremamente sottile, in famiglia, in Italia, oggi (più che mai).

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  16. a proposito di situazioni morbose, ho appena letto questo articolo e mi ha lasciato allibita, in sintesi l’autrice, single e all’inizio dei ’40, si é autoconvinta “perché lo fanno tutte” di volere figli prima dei fatidici rintocchi biologici, e si é poi accorta di non volerli veramente solo al 3zo ciclo di IVF a pagamento, quando un principio di gravidanza la ha mandata in panico totale e generale invece di rallegrarla.
    L’articolo é in inglese, e credo sia un buon (ma forse un po’ patologico) esempio di quello che la pressione a “voler figli, altrimenti sei stramba”, spinge a fare:
    http://www.theguardian.com/lifeandstyle/2013/nov/16/30000-ivf-for-baby-didnt-want
    30.000£ sono un terzo del prezzo di casa mia, per intenderci..

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  17. bella articolo!! giusto l’altro giorno ho incontrato una signora che non vedevo da tempo e senza nemmeno dirmi ciao mi ha detto che è ora che mi sveglio e che mi sposo e faccio un figlio.
    non vi dico il disgusto che ho provato eppure non so se farò un figlio o no non lo escludo al 100 per cento.
    ma sentire questa signora parlarmi con arroganza in questo modo come se la mia vita non avesse senso e come se fossi una degenerata mI ha disgustata.
    chi sei e cosa cavolo vuoi?

    se mai deciderò di avere un figlio sarà una mia decisione e lo farò quando ho voglia e non perchè una donna e donna solo perchè fa figli e nemmeno per accontentare la mamma del mio fidanzato che continua a disturbarmi dicendo che lei vuole un nipote e che io lo devo fare per darlo a lei così me lo cura!!
    e se mai deciderò di avere un figlio non andrò a rompere le scatole alle altre donne che invece non lo fanno.

    non so come funziona in altri paesi ma in Italia la mentalità e ancora questa sei donna quindi devi fare un figlio altrimenti che donna sei?

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  18. Ciao a tutte. Sono oramai 51enne, divorziata da diversi anni.
    Non ho mai voluto avere figli, avevo paura, l’idea di avere una maternità mi bloccava decisamente.
    Forse non avevo un uomo al mio fianco idoneo al ruolo di padre, ne ho passate tante e quel regalo sicuramente non lo meritava, forse ero io non in grado di pensare ad un esserino innocente e che dipendesse da me.
    Oggi come oggi guardando la mia vita con occhi diversi ripeterei la scelta fatta , ma….. c’è un ma !!! Egoisticamente (e non sono più in grado dal momento che sono in menopausa e non ho un uomo accanto), quando vedo un bambino mi commuovo e penso a come sarebbe stato averlo tra le braccia e poterlo crescere e sentirlo mio. Forse è la paura di invecchiare e di rimanere sola.
    Tutto qui.
    Un saluto a tutte voi e grazie per lo spazio concessomi.

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  19. tra 10 giorni farò una ivg.Nessun senso di colpa solo quello di essere incappata in un errore di percorso.Umano.Disumana è stata l’assistente sociale che mi ha quasi trattata da killer .Ho 42 anni, un compagno, un lavoro e un cane.L’idea di un figlio non mi sfiorava da “giovane”,figuriamoci adesso.Penso che chi giudica una donna che non vuole figli come una persona egoista e irresponsabile sia un povera borghese frustrata che ha fatto della maternità il suo cavallo di battaglia solo perché gli altri li ha perduti nella guerra della vita.

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    • Cara Aurelia,
      Sono una neo assistente sociale. Mi si spezzamil cuore quando sento di mie “colleghe” che invece di applaudire una donna coscienziosa come te la massacrano…
      Nemmeno io sono lontanamente sfiorata dall’idea di avere figli e le persone che ti additano come una poveretta vanno compatite. È difficile lo so ma la triste verità è che poverette sono loro…vedo troppe donne vittime di una società che le legittima in quanto persone umane solo se sfornano bambini…e loro ingenuamente ci cascano, fanno figli e si allontanano in modo drammatico dal loro vero essere. Costruiscono la famiglia perfetta…ma è una vita che non gli appartiene. In psicologia si chiama “principio di lealtà”. Una volta inculcato questo principio la donna sarà predisposta ad obbedire alle regole imposte, diventando madre anche se controvoglia. Queste ragazze, diventate adulte non si sentiranno realizzate. Saranno madri, avranno una bellissima famiglia da mulino bianco….ma avranno perso la possibilità di essere se stesse, in cambio di un (forse) discreto riconoscimento sociale….è una cosa infinitamente più agghiacciante di un’ IVG.
      Quindi spazza via insulti e disprezzi ricevuti…e sii felice della forza interiore e della spinta alla vita che ti contraddistingue.
      Un mondo di auguri 🙂

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  20. neanche io voglio figli..e mi sento dire SEI PORTATA A ESSERE MADRE. io se non voglio non li voglio. e’ inutile che la gente lo dice.

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  21. E’ consolante scoprire di non essere la sola. Io non voglio figli e non credo che desidererò mai averne, ma se provi a dirlo dalle mie parti (Puglia) ti guardano come se avessi appena assassinato qualcuno. E l’uomo giusto non c’entra niente: io ce l’ho, l’ho trovato e non li voglio uguale (e, sebbene con lui ne abbia parlato solo per sommi capi, francamente non mi sembra che gli interessi gran che, cosa su cui faccio molto affidamento). Mia madre è stata la prima a pensare fossi pazza e quindi non oso immaginare che tipo di mostro potrebbe ritenermi la suocera se dovesse venirlo a sapere… è davvero dura. Trovo assurdo che nel 2014 si ritenga ancora “obbligatorio” per una donna dover mettere al mondo dei figli.

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  22. per come la vedo io la nostra situazione italiana ai giovani non so come permette di fare figli
    trovo triste che rivistucole femminili pubblichino articoli con lo psicologo di turno che spiega il perché uno non voglia
    mah e poi alla fine mamma è un concetto ampio e bello, non è solo la mamma medio borghese isterica, mamma lo puoi essere dei bimbi disabili, degli animali, di molte altre cose
    cerchiamo di affrancarci da questi retaggi piccini

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  23. Io ho 31 anni, un fidanzato stupendo e non vogliamo figli. Per 2 motivazioni: primo non so nemmeno tenere in braccio un bimbo e ho pochissima pazienza, secondo ho una raro difetto congenito che si trasmette da madre a figlio maschio al 50% di probabilità. A casa del mio ragazzo, dove hanno già 6 nipoti tutti figli di cognate e fratelli, vengo trattata come una lebbrosa… Donne fate quello che volete e non date spiegazioni. Giulia tu assomigli tanto alle parenti del mio ragazzo e mi metti una tristezza pazzesca.

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  24. mi piace questo articolo, e vedo che c’è diversa gente che la pensa come me 🙂 io ho 40 anni, non ho figli e non ne ho mai voluti. Non me ne frega nulla.

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  25. Ho deciso che non volevo figli a 13 anni. Ne ho 37 e non ho cambiato idea (sono sposata), nonostante i diversi pronostici di tutti. Perchè non li voglio? Perchè non mi va, non desidero fare la mamma.
    Mia sorella, che ha appena vuto una bambina mi chiede: ma perchè non ne vuoi? Io le rispondo: la mia vita mi piace, tu perchè hai voluto cambiare la tua? Sei tu che devi dirmi perchè vuoi dei figli.
    Rimane il fatto che la maggior parte dei genitori fa figli per i motivi sbagliati.

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  26. …che bello sapere che non sono sola…! Quando dico di non volere figli normalmente mi sento dare dell’egoista, oltre ad essere guardata come se fossi pazza…marito compreso… A me i bambini proprio non piacciono e non mi piace la vita che fanno le persone con figli, non vorrei mai essere al loro posto. Forse è davvero egoismo? Io non credo di essere egoista, e vorrei davvero che le persone capissero e rispettassero la mia scelta…o almeno rispettassero anche senza capire, tutte e due le cose insieme forse è chiedere troppo…
    Ho scelto di sposarmi perché credo nel matrimonio, amo la persona che mi sta accanto e voglio passare con lei la mia vita, invecchiare insieme. Perché il matrimonio deve per forza essere finalizzato al fare figli?

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  27. Sono incinta di 6 mesi, fino ai 35 anni credevo di non voler figli, poi ho cambiato idea, quindi rispetto e capisco benissimo le donne che dicono di non volerne… Ho studiato tutta la vita, ho un bel lavoro, quindi la mia vita non si limita al figlio in arrivo… di alcuni commenti precedenti, però, non sopporto questa cosa: la vostra scelta di non avere figli è sacrosanta, ma perché criticare chi si realizza nell’essere madre e dire che molte che hanno figli non sono capaci di allevarli e lo fanno solo per convenzione, come se solo voi foste donne adulte e consapevoli delle vostre scelte? In questo atteggiamento, siete tanto simili a quelle che giudicano chi non vuole figli….

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  28. Ciao a tutti, sono un uomo di 41 anni, vi racconto la mia esperienza per sapere cosa ne pensate. Tre anni fa incontrai una donna e me ne innamorai, aveva 35 anni. Gli parlai da subito del mio non credere al matrimonio e del mio non volere figli. Lei mi sorrideva e diceva che anche lei non credeva nel matrimonio, e non voleva figli. Su queste basi, per la prima volta nella mia vita, andai a convivere. Eravamo felici. Dopo un anno di convivenza, con una lettera molto dolce, mi chiede di avere un figlio e di conseguenza (solo per il bimbo) anche un matrimonio. Io in quel periodo avevo difficoltà lavorative (dopo poco sono stato licenziato) e questo mi rendeva ancor più incomprensibile quella richiesta. Dissi di no (almeno per il momento) e dopo poco mi ha lasciato. Dopo pochi mesi (mentre io cerco un lavoro) vengo a sapere che sta per sposarsi. Per me è stato uno shock, dal quale credo non mi riprenderò più. Cosa ne pensate?
    p.s. scusate gli errori, ancora oggi mi costa fatica parlarne…

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    • Penso che era una di quelle donne mediocri che fingono di non volere nulla ma in realtà vogliono quello che la maggior parte vuole ed e’ stato un bene per te perderla.Lasciala al povero pollo che se l’e’ presa

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  29. Secondo me bisognerebbe fare molta distinzione tra “l’idea di fare la mamma” e “fare la mamma” sono 2 cose molto diverse. Purtroppo viviamo in una società che ci spinge sempre di piu a farci piacere le idee che ci impongono gli altri, ci spinge sempre di piu a non ragionare con la nostra testa, ci spinge sempre di piu a desiderare e condividere certi ideali solo perche tutti lo fanno, solo perche “è una ruota che gira per tutti…e tu quindi di conseguenza ci sei dentro e devi farla girare” solo perche “l’orologio fa tic e tac, e tu stai invecchiando…si è vero sto invecchiando, e allora? non è stupido fare dei figli per questa ragione?”. La domanda che mi sono posta io e che mi ha dato forse una risposta concreta a questa confusione mentale generata da “stili di vita” degli altri è questa: ho 34 anni… ma…..se fossi IMMORTALE, avrei cosi tanta voglia di diventare mamma in questo preciso momento? la mia risposta è ASSOLUTAMENTE NO! prenderei ancora molto tempo per tantissimi motivi che non sto qui a elencare perche lo hanno gia fatto le altre nei post precedenti e che condivido pienamente. Quindi se pensassi alla Immortalità, direi senza pensarci 2 volte che non vorrei dei figli in questo momento della mia vita, e questa per me è gia una risposta. Invece nella realtà, so di non essere immortale, so che invecchierò, so che il mio corpo comincia a cambiare, e so che se aspetto di piu farei fatica ad averli. Quindi la mia domanda è: sono questi i motivi che mi spingeranno a volevere un figlio? Non dovrebbero invece essere altri i motivi per averlo? magari quello principale è volerlo con tutto il cuore, perche ami i bambini, e ameresti averne uno tuo e di tuo marito/compagno? Mettere al mondo un bambino non è una passeggiata, quindi penso che se non lo si desidera sul serio e lo si fa solo perche l’orologio biologico ce lo ricolrda, penso che la stessa mamma vivrà un parto difficile, e non affonterà con serenità tutte le difficoltà che si creeranno con la nascita e crescita del proprio figlio. Quando invece lo si desidera sul serio, penso che queste enormi difficoltà si possano combattere in maniera piu determinata e serena.

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  30. Ciao a tutti, il post è vecchio ma vedo commenti recenti quindi vorrei raccontarvi la mia esperienza… la prima volta che sono rimasta incinta non lo volevo, è stata una svista e mi è crollato il mondo addosso… dopo 15 giorni che l’ho saputo, ho avuto un aborto spontaneo. La seconda volta l’ho cercato. Tra la pressione della gente, di mio marito che voleva un figlio, la voglia di dare un nipote a mia madre, che aveva da poco perso un figlio di 44 anni, ho ceduto. Ero al terzo mese quando l’ecografia mi ha rivelato un aborto ritenuto da 1 mese… avevo appena perso mio fratello e ora questo… ho dovuto fare un raschiamento ed ora sono giunta alla conclusione che non voglio più essere giudicata ne spinta verso qualcosa per cui io non sono portata. Ne, tantomeno, ho voglia di fare visite, controlli, fare cure visto che è stato il secondo aborto. Perchè devo farmi questo? Non sono stabile, ho avuto una vita dura, non sarei una buona madre, non mi sento di mettere al mondo un figlio con le difficoltà economiche in cui mi trovo, non voglio rinunciare a me stessa e alla mia tranquillità come fanno tutte una volta diventate madri… Ho letto i vostri commenti e mi sento più serena, ma continuo a portarmi il peso di non avere istinto materno… non amo i bambini, soprattutto oggi che sono viziati e capricciosi, non voglio stare dietro ad un figlio tutta la vita. Per ora tergiverso, non ho detto a nessuno di non voler riprovare ad essere madre, me ne vergogno in un realtà del sud Italia dove le donne, pur non sapendo come far la spesa, fanno pure più di un figlio. Vivo in un piccolo paesino, cattolico e bigotto, già sono atea, dicendo di non voler essere madre sarei malvista da tutti. So che non dovrei essere io a vergognarmi ma gli altri, che ci etichettano e si sentono superiori a noi, che invece siamo cattive persone ai loro occhi, ma purtroppo, vivendo in tanta ristrettezza mentale, non posso dire apertamente “io sto bene senza figli”… nel 2014 ancora ci si deve giustificare…..

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    • Guarda, se non vuoi figli fai solo bene a non averne. La maternità è una scelta, non un destino.
      Non giustificarti, i motivi per cui non vuoi avere figli sono tuoi e bastano a te. I motivi degli altri lasciali agli altri.
      Un figli possono essere una grande gioia e sono sempre un grande responsabilità. Ma mai un obbligo.
      Continua dritta per la tua strada e non sentirti in obbligo di cercare spiegazioni: non ti servono.

      In bocca al lupo.

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  31. Pensavo di volere figli ma ora che ci penso concretamente mi rendo conto di essere terrorizzata. Ho paura di perdere questi anni importanti per realizzarmi, ho paura di rovinare il mio aspetto, ho paura che la vita cambi solo per me e non per mio marito,ho paura di diventare una di quelle mamme che parlano solo dei loro figli. Quando vedo una donna ben vestita che spinge un passeggino con tutta l’aria di portare il bimbo alla nonna prima di andare in ufficio penso sia fortunata perché lavora, ha il tempo di curarsi e ama a tal punto un uomo ed é da lui amata da aver fatto un figlio. Se vedo una mamma spettinata , grassa e sciatta con un passeggino mi viene l’angoscia.si può essere madri senza perdere se stesse?

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  32. X Guido:

    Provo a rispondere alla tua domanda, anche se con oltre un anno di ritardo. Sono arrivato su questo blog soltanto oggi facendo ricerche su google circa il tema della maternità.

    Essendo uomo tenderei a liquidare la tua esperienza amorosa con un banale “stava con te per non rimanere sola”, tuttavia credo che che la tua ex compagna ti volesse bene, solo che ad un certo punto le è scattato l’ultimatum biologico e dunque tutto il resto è passato in secondo piano.

    Gli istinti sono molto più forti di qualsiasi idea razionale e di qualsiasi sentimento. Lei sentiva la necessità di procreare al di là della soddisfazione che le dava il vostro rapporto, e non potendo riprodursi con te ha iniziato a guardare altrove.

    Quando scatta questa molla qualsiasi tipo di razionalità va a farsi friggere, un po’ come quando stai morendo di fame e faresti qualsiasi cosa per ottenere del cibo. Per alcune donne la maternità è una necessità proprio come il cibo. Interessante il fatto che non sia così per tutte, e per fortuna aggiungerei!

    Io non ho istinto paterno sebbene non disprezzi i bambini. Diciamo che sono infastidito dal comportamento dei genitori piuttosto che dal comportamento dei figli. Viziarli come se non ci fosse un domani, scaricarli ai nonni come pacchi postali, concedere loro qualsiasi forma di capriccio e maleducazione perché “poverini sono soltanto bambini”.

    Temo che il mio totale disinteresse verso la procreazione derivi da ciò che vedo attorno a me. Purtroppo o per fortuna ho una mente e una coscienza molto potenti, perciò tendo a farmi domande su tutto ciò che osservo. E il fare figli, specialmente in questo momento storico e in questo tipo di società, non mi pare una conseguenza della ragione.

    Del resto non posso nemmeno escludere che fra 10 anni pure io cominci a rincorrere una donna che vuole avere tanti figli. Al momento trovo decisamente più interessanti le donne (e gli uomini) che mostrano un sistema di pensiero di stampo critico nei confronti dell’esistenza.

    Un genitore, volente o nolente, legittima la società in cui vive producendo una vita (senza chiederle il permesso) ed inserendola in un contesto culturale, sociale, politico ed esistenziale che ne segnerà inevitabilmente lo sviluppo psicologico (nel bene e nel male).

    Donne, che ci crediate o no, sono stato criticato anche io per la mia volontà di non procreare. Niente che abbia turbato il mio equilibrio, ma vi assicuro che fa strano sentirsi giudicati per qualcosa che non si fa.

    La logica vorrebbe che a giustificarsi, se ce ne fosse bisogno, siano coloro che fanno qualcosa. Io che non faccio nulla non rischio nemmeno di fare danni, finché il mio non fare nulla riguarda soltanto me stesso.

    Saluti!

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    • Che dire?
      Condivido una parte delle cose che scrivi.
      Poi, visto che io di figli ne ho due, mi tremano i polsi a leggere alcuni passaggi:

      1) “Al momento trovo decisamente più interessanti le donne (e gli uomini) che mostrano un sistema di pensiero di stampo critico nei confronti dell’esistenza.”
      Non è che chi sceglie di avere figli sia un pecorone senza spirito critico, eh? Non è che ti si gonfia la pancia e ti si sgonfia il cervello…

      2) “Un genitore, volente o nolente, legittima la società in cui vive producendo una vita (senza chiederle il permesso) ed inserendola in un contesto culturale, sociale, politico ed esistenziale che ne segnerà inevitabilmente lo sviluppo psicologico (nel bene e nel male).”
      Rispondo per me: proprio no. Che generalizzazione radicale!
      Tra parentesi: per delegittimare la società in cui viviamo, ha più senso pensare di cambiarla o di estinguerci? 😉

      3) “Donne, che ci crediate o no, sono stato criticato anche io per la mia volontà di non procreare. Niente che abbia turbato il mio equilibrio, ma vi assicuro che fa strano sentirsi giudicati per qualcosa che non si fa. … Io che non faccio nulla non rischio nemmeno di fare danni, finché il mio non fare nulla riguarda soltanto me stesso.”
      Semmai il problema è subire una pressione SOCIALE su qualcosa che è una scelta PRIVATA, non il fare o il non fare.
      Attenzione però: quando dici che chi ha figli non ha spirito critico, legittima la società in cui viviamo e amenità del genere, stai replicando questo comportamento, solo che sei sull’altra sponda.

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      • Buongiorno Giulia!
        Riguardo al punto n.1 certo, non si può generalizzare, sebbene io trovi piuttosto evidente il fatto che la maggior parte dei genitori non siano poi persone così responsabili e illuminate. Quello che voglio dire è che mettere al mondo un bambino non va ad incidere positivamente sull’intelligenza e sul buonsenso di un individuo, o perlomeno questa è l’idea che mi sono fatto osservando chi mi sta attorno.

        Le persone sembrano diventare più mature per il semplice motivo che sviluppano un maggior numero di paure in seguito alla nascita della prole, quindi appaiono più prudenti. In realtà a me pare che abbiano soltanto tutta una serie di timori, spesso irrazionali, che condizionano negativamente la propria esistenza e quella dei figli.

        Se uno è maturo e responsabile è probabile che lo rimanga anche dopo la nascita di un figlio. Ma proprio non mi pare che fare figli amplifichi e migliori la consapevolezza di chi ne aveva poca anche prima….

        Sul punto 2 potremmo discutere a lungo senza forse arrivare ad una conclusione definitiva. Qui credo che abbiamo due visioni completamente divergenti della società e difficilmente troveremo un accordo. Di certo per me non si migliora un sistema sociale facendo figli, anzi quei figli diventeranno a loro volta ingranaggi del sistema. Una sorta di catena che non si spezza mai…

        Vedo molta ipocrisia in chi critica la società e l’umanità intera, arrivando a dire che tutto gira al contrario (e lo faccio anche io) per poi mettere al mondo dei figli all’interno di quello stesso meccanismo che si va disprezzando. Ci vedo dietro una certa incoerenza.
        Se a me non sta simpatica una persona, la evito. Non è che la frequento quotidianamente per poi lamentarmi di essa alle sue spalle…

        Quando sento un genitore dire cose come: “i giovani sono il nostro futuro”, io rispondo: “no, sono il vostro futuro, non di certo il mio”. Sinceramente non sento il bisogno di riversare sui giovani le mie miserie e peggio ancora le mie speranze.

        Concordo con te per quanto concerne il punto 3. In effetti è meglio non reagire di fronte alla proiezione delle paure altrui. L’ultima volta che mi hanno criticato perché ho 35 anni e ancora non penso ai figli, ho risposto così: “io non mi pongo il problema, perciò non portelo neppure tu”.

        Saluti e grazie per il confronto!

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  33. Io non ho mai voluto figli e nonostante ora abbia superato i 30 li voglio sempre meno sempre meno sempre meno…Non mi passa per l’ anticamera del cervello e credo che quando si trovi l’ uomo giusto si abbia ancora meno voglia di avere in mezzo una creatura o più creature…io l’ istinto materno non l’ ho mai capito e mai lo capiro soprattutto in questo pazzo mondo dove di certo non c’e’ nulla.Sul sentirsi realizzata come madre ho i miei dubbi e anche fosse sarebbe paragonabile a mio avviso all’essere realizzata come casalinga o come donna delle pulizie..

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  34. Mi stupisce sempre come questo argomento provochi le risposte più agguerrite.

    Ma benedetta gente, il senso di questo pezzo è “vivi e lascia vivere”!

    In due frasi:
    Non si deve dare per scontato che per realizzarsi come persone si debba avere dei figli e che avere dei figli sia il senso della vita.
    Non si deve dare per scontato che avere dei figli escluda la realizzazione come persone e che chi i figli li ha sia una persona dalla vita insensata.

    Semplicemente avere o non avere figli è una SCELTA PERSONALE, a volte viscerale, a volte meditata, che può andare in un senso o nell’altro.

    Quello che DEVE finire è il giudizio su questa scelta. Basta.

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  35. Io sono 4 anni che lo cerco…e di anni ne ho 36…a dimenticavo…un figlio ovviamente. Abbiamo iniziato controlli vari. , dottori etc…etc…etc ed ora dopo 4 anni e alle soglie di cure per la fecondazione assistita, la crisi…sono entrata in crisi. Perché ho ancora tanti da realizzare, nel lavoro , nella vita… Ma io questo figlio lo voglio davvero io o chi? Cosa? La società? I potenziali nonni? Io e il mio compagno ci amiamo a prescindere…
    Sono confusa ed infastidita… Se avessi voluto un figlio a tutti i costi mi sarei sposata a vent’anni, non mi sarei laureata…avrei solo sfornato pupi…

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    • Mi dispiace per questo tuo momento di crisi, ti sono solidale.
      Il confine tra quello che vuoi tu e quello che “il resto del mondo” si aspetta che tu voglia è credo una delle cose più difficile da riconoscere; e credo anche che l’unica che possa riconoscerlo sia proprio tu.
      In bocca al lupo per tutto!

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