Sul perché la sessualità femminile è stata ignorata per secoli – antologia della clitoride, parte VI

Si ritiene che le origini della relegazione della sessualità femminile a ruolo secondario rispetto a quella maschile vadano ricercate nei comportamenti dei primati superiori. Per milioni di anni, infatti, il primate superiore di sesso maschile ha dominato in campo riproduttivo, imponendo il proprio volere alle femmine del branco, pronte a sacrificare la loro prole nella speranza che, dando figli al maschio alpha, avrebbero ottenuto in cambio cibo e protezione per sé e per la progenie.

L’Homo Sapiens si è gradualmente allontanato da tali comportamenti, ma ha continuato ad affermare la propria supremazia in campo riproduttivo obbligando con ogni mezzo la propria donna alla sottomissione e a una fedeltà non necessariamente ricambiata. Dal punto di vista antropologico, una delle caratteristiche che differenziano il genere Homo dai primati è che le femmine di questa specie sono disponibili al rapporto sessuale durante tutto il proprio ciclo mestruale e non solo durante il periodo fertile. Questa peculiarità ha permesso nel corso dei secoli lo sviluppo di una sessualità non strettamente rivolta alla riproduzione, definita ricreativa. L’attività sessuale svincolata dalle necessità riproduttive ha favorito la tendenza alla ricerca di un partner stabile, con la formazione di coppie monogamiche: l’assunto è che se il maschio del genere Homo ha a disposizione una donna accessibile dal punto di vista sessuale ogni giorno dell’anno, l’impulso a cercare altre donne per prestazioni sessuali non può che farsi meno impellente. Il rovescio della medaglia di questa “accessibilità sessuale” delle femmine del genere Homo ha tuttavia messo il maschio nella condizione di doverla difende da altri maschi.
Un esempio di coercizione femminile alla fedeltà al partner ci viene dalle cinture di castità, aneddoticamente imposte a una moltitudine di consorti di cavalieri in partenza per il Santo Sepolcro durante il periodo delle Crociate, il cui uso si diffuse in Italia tra il XIV e il XV secolo nell’ambiente dell’alta aristocrazia fiorentina . Se le cinture di castità rappresentano un retaggio storico apprezzato solamente dagli appassionati di BDSM, in numerosi paesi africani e mediorientali, la verginità e la fedeltà delle donne sono ancora considerate un “bene” da difendere e tutelare, se necessario anche mediante le mai abbastanza aborrite pratiche di mutilazione genitale femminile, ben descritte da Mary qui e qui.

Proprio per questi motivi, l’attenzione dell’uomo nel corso dei secoli si è focalizzata prevalentemente sulla sessualità maschile e sui modi per correggerla e all’occorrenza incrementarla, mentre scarsissimi sono stati gli studi sulla sessualità femminile, dato il suo potenziale di distruzione del sistema di valori della società patriarcale. L’opinione comune, creata a uso e consumo di tale società, era che le donne avessero scarse se non inesistenti reazioni sessuali e che fossero inferiori agli uomini sia intellettualmente che fisicamente, e tale sentire è stato corroborato persino da scienziati evoluzionisti del calibro di Charles Darwin (!).

Anche la chiesa, storicamente ostile alle donne a causa del mito di Eva tentatrice, ha fatto la sua parte nel reprimere la sessualità e la creatività femminili, in parte mediante le pratiche di caccia alle streghe, che coinvolsero donne di ogni estrazione sociale (dalle guaritrici, alle intellettuali, alle prostitute, giusto per citarne qualcuna), in parte mediante la diffusione di credenze quali la presunta “non purezza” delle donne durante il periodo mestruale, che costringeva le poverette a limitare i contatti sociali e lavorativi durante i giorni del ciclo, nel timore di “contaminazioni”.
Il peso delle ingerenze della chiesa sulla sfera sessuale femminile è stato tale che nel 1878 l’illustre rivista British Medical Journal ha pubblicato una serie di lettere di medici che cercavano di dimostrare che se una donna mestruata toccava del prosciutto questo si guastava.

L’interesse verso la sessualità femminile da parte della comunità scientifica internazionale ha iniziato timidamente a manifestarsi con gli studi sull’isteria di Jean Marie Charcot all’istituto Salpetriere di Parigi ed è stato in parte proseguito da Freud.

Alfred Kinsey

 

È tuttavia solo nel secondo dopoguerra, con gli studi del sessuologo statunitense Alfred Kinsey, che la sfera sessuale femminile è diventata oggetto di attenzione e ricerca. I lavori di Kinsey, raccolti nei volumi ‘il comportamento sessuale dell’uomo’ e ‘il comportamento sessuale della donna’, si basano su interviste condotte su 12000 individui di tutti gli strati sociali e sono una miniera di preziose informazioni sul rapporto con la sessualità dei cittadini americani del periodo. Tale rapporto, per quel che riguarda le donne, può essere sfortunatamente sintetizzato nella frase di Albert Hellis:”se vi piace non dovete farlo, se è un dovere fatelo”.

William Masters e Virginia Johnson

 

Gli anni ’60, con l’avvento dei moderni sistemi di contraccezione, che hanno definitivamente svincolato anche per le donne la sessualità riproduttiva da quella ricreativa, sono stati il terreno di studi di altri due famosi sessuologi, Masters e Johnson, che hanno osservato oltre 10000 episodi di attività sessuale in 382 donne e 312 donne, sviluppando importanti ricerche sull’anatomia e sulla fisiologia femminile. Sia Kinsey che Masters e Johnson sono stati duramente criticati alla pubblicazione dei loro lavori, tuttavia è grazie ai questo studi pionieristici che la sessualità femminile ha acquisito dignità e rilevanza a livello scientifico e interpersonale.

Da quanto detto si evince come gli studi sulla sessualità femminile siano oggetto di studio da poco meno di una sessantina d’anni (ecco perché la diatriba sull’esistenza o meno del punto G sia tuttora in corso), e necessitino pertanto di ulteriori approfondimenti.

UPDATE: in realtà gli studi antropologici più recenti hanno evidenziato il ruolo determinante delle donne nell’acquisizione della postura bipede. La gestione della prole, unita alla necessità di ricerca del cibo (non dimentichiamo che i primi uomini erano raccoglitori) avrebbe portato le donne ad assumere gradualmente la statura eretta, in modo da tenere il piccolo con una mano e avere l’altra libera di raccogliere il cibo. Alle donne spetta anche il merito di aver sviluppato i primi utensili per la raccolta e il trasporto del cibo, favorendo ulteriormente l’adozione dell’andatura bipede e permettendo l’affinamento delle abilità manuali.

Grazie a P. Mazzei per le precisazioni🙂

6 comments

  1. “gli studi sulla sessualità femminile … necessitino pertanto di ulteriori approfondimenti” No, non servono “ulteriori approfondimenti”, si sa già tutto e dal punto di vista scientifico la sessuologia nasce con il Dr. RL Dickinson e le sue ricerche/libri degli anni 1930-40, Kinsey e Masters/Johnson si sono basati su: Dickinson RL. Atlas of human sex anatomy, 2nd ed., Baltimore: Williams &
    Wilkins; 1949. Oggi potete leggere tutto sull’anatomia e fisiologia sessuale femminile in questo articolo free/gratis con 21 figure e un video (erezione clitoride e piccole labbra in donna di 28 anni): Puppo V. Anatomy and Physiology of the Clitoris,Vestibular Bulbs, and Labia Minora With a Review of the Female Orgasm and the Prevention of Female Sexual Dysfunction. Clinical Anatomy 2013;26:134-52. Free in http://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1002/ca.22177/full
    Per approfondimenti clicca sul mio nome… per altri aggiornamenti vedi la mia bacheca facebook….

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    • Mi sembra un po’ presuntuoso dire che si sa già tutto sulla sessualità femminile, tanto più che proprio l’incipit dell’articolo che lei cita parte con la considerazione che “l’anatomia e la fisiologia dell’orgasmo femminile sono spesso trascurate, e la sessualità femminile è ancora considerata nel modo in cui lo era 100 anni fa quando Freud inventò il termine di orgasmo vaginale senza alcuna base scientifica”. [The anatomy and physiology of the female orgasm is often neglected, and female sexuality is still widely considered as it was 100 years ago when Freud invented the term vaginal orgasm without any scientific basis.]

      Grazie però del link, interessante l’articolo, benvenuti gli aggiornamenti.

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      • “un po’ presuntuoso… incipit…” ?? lo hai letto tutto quello che c’è scritto nel mio articolo?…. sono i sessuologi che sono fermi a Freud, non la “conoscenza”: si sa/sapeva tutto della sessualità femminile e da decenni anche dal punto di vista scientifico grazie a Dickinson e poi alla divulgazione di Masters e Johnson che però sono stati “dimenticati” negli ultimi 40 anni… ora è possibile divulgare la sessualità femminile finalmente dal punto di vista del piacere e non più della riproduzione: il mio articolo (21 figure e un video) è a disposizione di tutte, passa parola! vedi anche lo spettacolo “i dialoghi della vulva e la prevenzione delle violenze sulle donne” (un riassunto nel video youtube http://www.youtube.com/watch?v=FJxbnk28s34&list=UUf_EEQfaKa9Sx047E8pBmxg&index=5 o clicca sul mio nome): se qualcuna lo vuole fare l’8 marzo fatemelo sapere…

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  2. Veramente la cintura di castità è stato dimostrato essere un falso storico, c’erano bozzetti e disegni ma non c’è prova ne sia mai stata usata una.La speculazione sull’andatura bipede è davvero surreale, sembra si voglia attribuire invenzioni e scoperte che la storia non ha molto concesso al genere femminile e far passare questa presunta notizia come una sorta di riscatto.L’evoluzione avviene quando cambia l’ambiente attorno all’essere vivente, l’uomo si è trovato dal vivere nelle foreste alle grandi pianure, questo ha portato il cambiamento posturale, .Abbiamo imparato ad usare gli utensili perché abbiamo il pollice opponibile e un cervello sopra la media, pure ls scimmie utilizzano indistintamente dal sesso utensili rudimentali, non c’è stata una Grande Madre Scimmia che gliel’ha insegnato.
    Se fino ad oggi la sessualità femminile è stata sottovalutata è stato perché si attribuiva al sesso l’unico scopo procreativo, e in quel caso l’orgasmo maschile è necessario, quello femminile no.Con il sesso ricreativo che la societá di oggi propone sempre di più e sempre più spesso anche l’orgasmo femminile diventa necessario.I ruoli si stanno invertendo, le donne stanno acquisendo tutto ció che prima era caratteristica dell’uomo, compresi i difetti e i gusti sessuali.

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    • Se ti va, leggiti il saggio dell’antropologa Nancy Makepeace Tanner, intitolato On Becoming Human, edito a Cambridge nel 1981, e pubblicato in Italia nel 1985, con il titolo Madri, utensili, ed evoluzione umana, e in seguito ristampato almeno fino al 1989🙂

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