Una bambina fuori dal comune…. Mafalda!

Spesso in giro su facebook o per il web ho incontrato un simpatico personaggio con i capelli un po’ arruffati, padrone di una pungente ironia e spiccata perspicacia nonostante la sua giovane  età. Probabilmente per molti sarà una vecchia conoscenza ma voglio lo stesso dedicarle un post.

Mi riferisco a Mafalda  la protagonista dell’omonima striscia a fumetti scritta e disegnata dall’argentino Joaquín  Salvador Lavado, più conosciuto come Quino.

Non ho mai avuto una particolare curiosità nei suoi confronti, in quanto forse vedendola appartenere ad una generazione diversa dalla mia la consideravo antiquata ma ho scoperto che è attualissima.

In quest’ultimo periodo mi sto facendo una cultura non indifferente su questa piccola bambina, che sebbene non rappresenti un personaggio reale, voglio inserire all’interno della nostra sezione  Bambole spettinate poiché impersona  una bambina fuori dal comune, ribelle e che non accetta le cose che vengono imposte dalla società e sono inoltre convinta che al giorno d’oggi non farebbe per niente male un piccolo esercito di Mafaldine e Mafaldini.

Mafalda è una bambina di circa sei,sette anni dallo spirito ribelle, profondamente preoccupata per l’umanità e per la pace nel mondo. Pone a sé e ai suoi genitori domande semplici e disarmanti alle quali  è difficile, e a volte impossibile, rispondere. Sono domande che mostrano le contraddizioni e le difficoltà del mondo degli adulti, nel quale Mafalda rifiuta di integrarsi in quanto non tollera la banalità degli adulti e il loro affrontare i problemi in maniera superficiale.

La pestifera bambina vive a Buenos Aires e ha un fratellino Guille che le fa spesso da complice.

Il papà  fa l’impiegato e la mamma è una casalinga che ha studiato pianoforte e frequentato l’università, ma l’ha abbandonata dopo il matrimonio ( in una delle prime strisce, Mafalda incolpa il padre di questa rinuncia) . Con la madre Mafalda intrattiene complicate conversazioni, perché non riesce a mandar giù la minestra insieme a molte altre cose che riguardano il mondo.

Molto critica -è soprattutto una  contestatrice- la nostra beniamina riesce a mettere a disagio gli adulti con le sue domande acute e intelligenti e con le sue considerazioni che  per quanto possano essere confuse  sono così stringenti che inevitabilmente mettono a nudo la verità tramite anche l’utilizzo di una velata ironia e di umorismo.

Lo scopo di Mafalda è quello di far riflettere i lettori e di dar voce a tutte le ingiustizie che tappezzano il nostro mondo ma che a volte quasi  vogliono  passare inosservate.

Mafalda rappresenta una bambina atipica, non corre dietro alle false illusioni che il consumismo cerca di indottrinarci sin da piccoli bensì ascolta il notiziario alla radio e ha molto a cuore i problemi che affliggono l’umanità: la guerra, la fame nel mondo, il razzismo e qualsiasi altra forma di ingiustizia e ineguaglianza sociale.Ed è con un pizzico di ingenuità che per tutti questi motivi  accudisce un mappamondo convinta, che agendo in questo modo possa guarire tutti i mali del mondo e dargli un po’ di buon senso.

Desidera una sana democrazia, uguaglianza e parità dei diritti e da grande vorrebbe lavorare per l’Onu come diplomatica e intermediaria.

Ovviamente nella vita di Mafalda non può mancare -oltre ai tanti altri personaggi presenti- “un’antagonista” ovvero Susanita, con la quale è spesso in disaccordo poiché  l’amica ha una forte vocazione verso il matrimonio e la maternità ed è così tradizionale da sminuire le potenzialità sociali di una donna.

Negli anni Mafalda è stata la testimonial di vari eventi:

  • Nel 1986 la ritroviamo  nella campagna spagnola sulle prime elezioni dei consigli scolastici.
  • Nel 1988 il Ministero per gli affari esteri argentino usa Mafalda per un manifesto che celebra la giornata universale dei diritti umani e il quinto anniversario della fine della dittatura.
  • Nel 1988 Quino realizza per l’Italia un manifesto sull’ecologia.

E poteva, inoltre, la sagace bambina non schierarsi contro il machismo che impera in Italia?

Il 23 ottobre 2009 Mafalda riappare, dopo trentatré anni, in una vignetta sul quotidiano italiano La Repubblica, come critica alle dichiarazioni del Presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi: la contestataria infatti riprende la frase “Non sono una donna a sua disposizione“, pronunciata da Rosy Bindi e slogan di una campagna contro la sottomissione della donna.

Contestatrice, sagace, intelligente, curiosa, pestifera, perspicace la cara Mafalda è un esempio da seguire per tutti i bambini\e che si lasciano imbambolare davanti la tv da personaggi che di “Mafalda” ben poco hanno.

Pin@

Mafalda è copyright © Quino e degli aventi diritto, i nomi e le immagini vengono qui utilizzati esclusivamente a scopi conoscitivi e divulgativi.

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