Eva, la mela e la tentazione : l’origine della misoginia.
Come potremmo iniziare i nostri “basta“?
Ho pensato di tornare indietro nel tempo, ma tanto tanto indietro praticamente alle origini.
Cosa vi viene in mente se dico Adamo ed Eva?
Sin da piccoli ci raccontano la storiella – un po’ misogina- di Eva e la mela. Tutto questo per spiegare ai bambini il concetto di “tentazione”.
Da qui i bimbi futuri uomini capiscono quanto sia importante non cadere in tentazione. E le bambine? Facile per le bambine è sempre tutto scritto: le bambine non devono indurre in tentazione.
Questa storiella raccontata da secoli, è la prima forma di odio e colpevolizzazione della donna.
L’uomo sin dalle origini viene visto come un bambinone senza furbizia e senza controllo che cade al fascino di Eva e raccoglie la mela per lei.
Possibile che da allora non sia cambiato proprio nulla? La donna da sempre vista come un essere affascinante e peccaminoso, che con la sua grazia abbindola il povero uomo di Adamo, che a personalità è proprio scarsetto.
Altra cosa che forse vi sembrerà stupida ma io ci ho sempre pensato su è : ma Eva se voleva sul serio quella mela non se la sarebbe presa da sola? Il ramo era troppo alto? Beh noi donne –sempre da come ci dipingono- riusciamo ad arrivare a qualsiasi cosa se veramente la vogliamo, figuriamoci se Eva non sarebbe arrivata in punta di piedi a cogliere quella mela tanto desiderata.
Quindi oltre che misogina la storia di Adamo ed Eva è anche un mezza bufala.
Giuro su questa pagina, mettendolo nero su bianco che se -da qui a cento anni- avrò un-a figli* non racconterò mai e dico mai questa storiella. Non inculcherò mai questa mentalità, questa differenziazione dei sessi, questo giustificare l’uomo in continuazione. Tutt’ora molta gente se accade tradimento (da parte dell’uomo) ti rispondono che l’uomo è uomo e la carne è debole, capito!? In pratica siamo fermi alle origini.
Questa sezione dei basta la inauguro con urlo che arrivi dall’altra parte del mondo, anzi no, fino a Marte: BASTAAAAAAAAAAA CON LA STORIELLA DI EVA, LA MELA E LA TENTAZIONE perché è falsa, misogina e inculca sin dalla più tenera età gli odiatissimi e pericolosi stereotipi di genere.
Faby

Molto interessante l’argomento, vale la pena che mi prepari bene per parlarne in modo da non essere fraintesa. Lasciamo commentare al contesto stesso della Bibbia, poi mi dici tu stessa cosa ne pensi. Vediamo cosa dice Genesi 3:11-19: (parafraso la scrittura perché è molto lunga poi tu stessa leggerai con calma il resto) “Ora il serpente mostrò d’essere il più cauto di tutte le bestie selvagge…Diceva dunque alla donna: ‘E’ realmente così che Dio ha detto che non dovete mangiare di ogni albero del giardino?…Positivamente non morirete. Poichè Dio sa che nel medesimo giorno in cui ne mangerete i vostri occhi davvero si apriranno e voi sarete davvero simili a Dio, conoscendo il bene e il male”. Di conseguenza la donna vide che l’albero…era qualcosa che metteva voglia agli occhi…E l’uomo proseguì, dicendo: “La donna che desti perché foste con me, essa mi ha dato del frutto dell’albero e così ho mangiato”…Seguono le punizioni e le conseguenze del peccato. Da notare che Dio punì TUTTI E TRE. Interessante la punizione della donna, o la conseguenza naturale del peccato : (tra l’altro viene chiamato “peccato adamico” a riprova che la colpa principale era di Adamo, che sapeva ma aveva preferito peccare di proposito) “La tua brama sarà verso tuo marito ed egli ti dominerà. (versetto 16) Proprio quello che succede oggi e ci fa tanto tribolare. Un’altra scrittura interessante è 1 Timoteo 2:14, che dice: ” Adamo non fu ingannato ma la donna fu completemente ingannata e si trovò in trasgressione”. Questo perché Satana sa essere molto furbo. La Bibbia non lo dice ma magari può averla tentata più di una volta finché non c’è cascata. Essendo nata dopo di Adamo era meno esperta, non stupida. Quella che alimentato la misoginia e la crudeltà è sempre stata la Chiesa, la Bibbia ha sempre dato alla donna un ruolo dignitoso.
Eh, questa volta Francesca ha ragione, quando ci invita a rileggerci bene il testo originale, e a pensarci su. Perché sennò il rischio è proprio quello di ricordarci soltanto la favoletta misogina che sintetizza Faby. Be’, pensarci su, è stato quello che hanno fatto tutti coloro che hanno letto questo episodio pensando, appunto, e chiedendosi cosa volesse dire l’autore: ed ogni epoca, ed ogni cultura, a cominciare dall’ebraismo antico, hanno dato la loro risposta. Forse qualcuna sarà meravigliata di apprendere che per molti “padri della chiesa”, cioè i teologi dei primi secoli del cristianesimo, quella di Eva è stata una “felix culpa”, ovvero un peccato con conseguenze suscettibili di sviluppi positivi rispetto alla condizione iniziale: per quei teologi si avviava, con questo atto, e con la “cacciata” dal mondo innocente e autosufficiente del “paradiso terrestre”, la “storia della salvezza” per il genere umano. Per i pensatori più moderni, l’atto di Eva è stato quello che ha permesso all’umanità di uscire dalla “beata ignoranza” e di avventurarsi nel mondo difficile ma anche gratificante, talvolta, della consapevolezza. Forse gli autori di questa storia non volevano nemmeno dire tutte queste cose: certo che anch’io, come Francesca, leggo la definizione della punizione inflitta ad Eva, e penso che l’autore doveva essere proprio femminista: aveva capito, ed aveva osato dire, che la condizione di subalternità, di asservimento, delle donne, non era una condizione “naturale”, data all’origine, ma una conseguenza delle scelte dei primi esseri umani, un decadimento cui essi stessi si erano condannati. Certo che la lettura prevalente, però, nella storia, non è mai stata questa, ma si è fermata alla mistificazione superficiale che ben descrive Faby. A proposito, Dante mette Eva in paradiso, e nel cerchio più alto insieme a Maria di Nazareth.
Insomma, volevo dire, non ci scoraggiamo, talvolta molte storie, e non solo questa, non sono come ce le raccontano.
La prossima volta ci parli di Pandora?
Paola ci proverò a parlare anche di Pandora, perchè no, o magari ne parlerà qualche altra mia collega
Adamo comunque non ci fa una bella figura nel racconto della Genesi: appare come un omuncolo senza volontà, incapace di esercitare il proprio libero arbitrio e di prendere decisioni autonome. In secondo luogo si dimostra vigliacco e senza p…alle, perchè di fronte a Dio, che li ha colti in flagrante, si affretta a puntare il dito su Eva: “E’ colpa sua, è lei che mi ha tentato”. Cosa che il più delle volte continua a fare. Che non fosse il più affidabile e coraggioso dei due, secondo me, l’ha capito anche Dio, che cacciandoli dal Paradiso terrestre ha preferito assegnare ad Eva il castigo di partorire nel dolore. Se l’avesse inflitto ad Adamo, forse non saremmo qui a parlarne.